SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Acqua pubblica, servizio idrico come diritto umano non suscettibile alle leggi del mercato, sorgenti libere e pure per tutti. Se ne parla da mesi, le direttive europee dicono una cosa, il decreto Ronchi del Governo ne dice un’altra (clicca qui per un interessante articolo di Carlo Vulpio apparso su Micromega, proprio su questa dicotomia Europa-Italia).

Associazioni e privati cittadini in primo luogo, forze politiche un po’ dietro ma in alcuni casi, come a San Benedetto, meritoriamente impegnate: tutti rivendicano l’importanza delle risorse idriche come risorse non economiche. A San Benedetto qualcosa si sta muovendo.

Alcune settimane fa una rete di associazioni aderenti al Tavolo Piceno per Acqua Bene Comune (Babazuf, Luoghi Comuni, Blob, Sos Missionario, Gas Gasper Ascoli Piceno, Liberamente Insieme Spinetoli, Ciochesipuò, Legambiente, I Care, Ermo Colle, Ascoliequoesolidale, Meteorivierapicena, Solidalcolli, Rsu del gestore del servizio idrico Ciip) hanno chiesto all’amministrazione comunale di rispettare gli impegni presi.
Il consigliere comunale dei Verdi, Andrea Marinucci, interviene rispondendo alle associazioni e facendo presente che nel prossimo consiglio comunale le decisioni tanto attese saranno adottate. Ma andiamo a vedere le dichiarazioni da parte delle associazioni e di Marinucci.

“Il 30 Novembre dello scorso anno, in linea con la campagna lanciata dalle nostre Associazioni, che ha raggiunto sino ad oggi l’adesione di oltre 20 Comuni, il Consiglio Comunale di San Benedetto ha approvato una “mozione urgente” che impegnava il sindaco e la Giunta a predisporre e portare all’approvazione del Civico Consesso una modifica dello Statuto Comunale per includere l’acqua tra i diritti umani fondamentali e per escludere la “rilevanza economica” del servizio idrico. Ciò allo scopo di impedirne la messa sul mercato che deriverebbe dall’applicazione della specifiche prescrizioni della famigerata Legge Ronchi, in caso di eventuale negazione, rinvio o insuccesso del referendum abrogativo”.

“Tale importante impegno fu peraltro dal sindaco solennemente ribadito di fronte al folto pubblico convenuto alla Palazzina Azzurra il 30 Maggio scorso in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a padre Alex Zanotelli, punta di diamante del nostro movimento contro la privatizzazione dell’acqua, il quale ha accettato l’onorificenza condizionandola al rispetto dello stesso impegno. Ad aumentare l’importanza e l’urgenza del provvedimento richiesto, peraltro già adottato da alcuni Comuni di minore dimensione (come ad esempio quello di Appignano del Tronto), va richiamato il recente autorevole parere del Professor Costantino Tessarolo, considerato uno dei massimi esperti in materia di servizi pubblici locali, che afferma il valore giuridico delle modifiche statutarie in oggetto ai fini dell’esclusione del servizio idrico dal regime della concorrenza”.

LE DICHIARAZIONI DEI VERDI “A coronamento di un percorso iniziato il 30 Novembre scorso con l’approvazione della mozione (preparata e sottoscritta anche dai Verdi) – afferma Andrea Marinucci – l’Amministrazione Gaspari presenterà al prossimo Consiglio Comunale la delibera di modifica statutaria per il riconoscimento del diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. Nell’articolo 1 del vigente statuto comunale verrà aggiunto al comma 14 “tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà” mentre all’articolo 50 “Servizi pubblici locali”, il comma 5 stabilisce che “il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini”. Nel frattempo – prosegue Marinucci – l’Amministrazione si è mossa con passi concreti attraverso il conferimento della cittadinanza onoraria a padre Alex Zanotelli e l’elezione del nuovo presidente della Ciip Pino Alati il cui indirizzo pricinpale del mandato (e qui è stato rilevante il ruolo del Sindaco Gaspari) ribadisce in maniera chiara la gestione pubblica del servizio idrico integrato”.
Marinucci poi invita gli altri Comuni piceni a seguire l’esempio sambenedettese: “Ora tocca agli altri comuni seguire l’esempio di San Benedetto del Tronto e spero che nessun’altra associazione si permetta di strumentalizzare politicamente il tema dell’acqua cercando di dargli un colore. Ho fatto parte attivamente del Comitato Locale Promotore del Referendum in qualità di cittadino preoccupato e non di politico, e ribadisco il concetto che il colore dell’acqua è trasparente e solo rimanendo uniti e “puri” si riuscirà a togliere questo bene essenziale e prezioso (non a caso chiamato oro blu) dalle mani delle multinazionali”.

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