SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il coraggio bisogna darselo, e il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari sembra esserselo dato: “Ma quale referendum sulla MegaVariante, che se s’affossa m’affossa. Facciamo le primarie: se le perdo, me ne vado”. Le carte sono scoperte: purtroppo, però, anche i giochi e i giochini della politica.

Se il Pd vuole affossare lo strumento delle primarie, ci sta riuscendo. Sembra un prezzemolo sempre meno saporito. Non ha alcun senso indire le primarie su di un sindaco che è da cinque anni in carica: o lo si sostiene compattamente, turandosi anche il naso all’occorrenza (senza riferimenti al caso in questione, ma per generali necessità politiche), o lo si sfiducia. Ma poiché sfiduciare un sindaco a pochi mesi dalle elezioni equivale a sfiduciare l’intero gruppo politico che lo ha sostenuto, dagli assessori ai consiglieri, non si capisce davvero come ciò possa essere possibile.

Il giochino delle primarie, quindi, è meglio davvero accantonarlo (altra cosa, invece, sarebbe nel centrodestra, dove a scegliere non sarebbero notabili politici che usano San Benedetto come un Risiko, ma gli elettori stessi a chiarire chi, tra Piunti, Gabrielli e Vignoli, potrebbe essere il più adatto a candidarsi). Allora, perché viene così spesso richiamato?

Perché nessun gioco è bello come un gioco dove si sa di vincere. Gaspari sarà l’unico candidato del Partito Democratico, che così sarà meglio chiamare Monocratico. Oppure, per dimostrare che il pluralismo esiste, vedremo qualche giovane di belle speranze immolarsi per la causa. Nei cespugli intorno non mancano decoubertiani: l’importante è partecipare. Ci sarà Canducci, come lui auspica, e qualcuno dell’Idv, magari da ricompensare con un futuro da vicesindaco per il contributo democratico dimostrato.

Quanto alla sinistra, essa è oggettivamente troppo debole, e i Primavera o i Mancini potranno avere il sostegno trasversale dei No MegaVariante, potranno anche contarsi, ma poi, in caso di sconfitta, dovrebbero accettare il gioco Mono-Democratico e sostenere Gaspari e le Mega-Varianti. Sai che ridere.

Quanto alle liste civiche, se vogliono ambire ad essere decisive devono uscire allo scoperto adesso, con forza, ed entrare in un dibattito politico cittadino mai così sonnacchioso. Altrimenti, puntino ad avere uno o due consiglieri, iniziativa lodevole ma di ambizione ridotta.

Evitiamo, dunque, queste primarie finte.

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