dal settimanale Riviera Oggi numero 844, uscito lunedì 25 ottobre
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ultima settimana politica sambenedettese (scriviamo nel week end 23-24 ottobre, ndr) inizia con la (prevedibile) apertura da parte dei vendoliani di Sel nei confronti del sindaco Gaspari, che li cerca da mesi come portafoglio di voti e parte della sua prossima coalizione. Sinistra Ecologia e Libertà fa la difficile, elude il corteggiamento, parla malissimo di Gaspari candidato sindaco accusandolo di aver fallito il mandato ma poi apre una linea di credito politico se la maggioranza indicesse il referendum consultivo sulla Megavariante.
Referendum per il quale il Comitato “Prg a crescita zero” sta raccogliendo le firme. Ma si potrebbe fare, stando ai regolamenti, anche se lo indicesse il consiglio comunale.
Qui sta il nodo. Se infatti la procedura di dialogo fra Comune e imprese edili è in corso, come abbiamo ragione di credere, e se fra poco il dirigente Germano Polidori pubblicherà il bando pubblico per le dimostrazioni di interesse, rimane difficile credere che l’amministrazione comunale abbia voglia di rimettere tutto in discussione e indire un referendum per fare contenti i potenziali “nuovi acquisti” della coalizione.
Sinistra Ecologia e Libertà non ha consiglieri comunali, quindi non ha quel potere di veto peculiare di un equilibrio sospeso ed esiguo come quello che ha Gaspari nei suoi attuali numeri di governo. I socialisti, per dire di una forza politica che appoggia Gaspari, sono contrari al referendum. Per far contenta Sel, il sindaco sarebbe disposto a metterseli contro e avere il fiato corto in consiglio comunale? Probabile come la neve a giugno.
Perciò la nostra previsione è che alla fine il referendum non si farà su decisione del consiglio comunale. Forse si farà perchè i cittadini di Prg a Crescita Zero (fra cui anche i vendoliani) saranno bravi e convincenti nella loro campagna di raccolta firme. Ma rimane difficile credere che Gaspari smentisca sé stesso indicendo un referendum e sconfessando il suo operato per conquistare Giorgio Mancini e soci.

Ma il clima politico nazionale potrebbe venire in soccorso alle due parti in causa. Se il Pd e Sel si riavvicinano, se Berlusconi cade, se addirittura si votasse per il Parlamento in primavera, allora il riavvicinamento potrebbe essere probabile e indolore. Senza le forche caudine del referendum. Che a quel punto rimarrebbe come un’arma politica in mano al Comitato Prg a Crescita Zero. Che comprende i vendoliani, ma non si esaurisce nei vendoliani. C’è tanta altra gente, spesso fuori dai partiti e dalle cordate.

Un potenziale di discorsi e azioni politiche da non trascurare, se saprà coordinarsi e comunicare bene le proprie idee alla città.

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