SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Scene da un matrimonio, per ora rinviato. Gaspari e Sel proseguono il loro eterno tira e molla legato inesorabilmente alla famigerata vicenda della Megavariante, che i vendoliani piazzano da tempo al centro del dibattito politico con la maggioranza. E il sindaco rilancia: “Da parte mia sono pronto per le primarie”.

“Il consiglio comunale si impegni ad indire il referendum consultivo”, aveva chiesto qualche settimana fa il segretario provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Giorgio Mancini. Un’eventualità che se avallata non comporterebbe la raccolta di firme di almeno un decimo della cittadinanza, come previsto dall’articolo 28 dello Statuto sambenedettese, ma che il sindaco oggi respinge nettamente: “La proposta è fuori da qualunque logica e presuppone l’illegittimità di un Consiglio Comunale che al contrario si espresse chiaramente in merito. In una democrazia il cittadino può intervenire sulle decisioni dei consiglieri; qualora volessero lo facciano tramite le firme”.

Porte chiuse dunque ad un partito che a detta del primo cittadino “vuole dettare le condizioni pur non avendone la forza contrattuale”. Ed ecco allora che giunge la sorprendente proposta: “Facciamo le primarie di coalizione, dove io sposo la causa della Variante e Sel quella contraria. Dovessi perdere sarei pronto a ritirarmi, se invece a perdere fossero loro gli chiederei ugualmente di candidarsi, in seguito all’approvazione di un programma. Un discorso diverso da quello fatto dallo stesso Mancini che proponeva una mia uscita di scena in caso fossi stato smentito dal Referendum e un’apertura al Pd se avessero perduto loro la battaglia. Troppo facile così”.

PRIMARIE Il sindaco torna infine sulla questione delle primarie, una volta cavallo di battaglia del centrosinistra, ma col tempo finite nel dimenticatoio: “Ribadisco che il problema è solo dei partiti. Tocca a loro prendere una decisione. Io sono pronto”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 457 volte, 1 oggi)