SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovanni Gaspari contro il suo passato. E’ guerra verbale fra il sindaco e la Cgil di Ascoli Piceno, dopo che quest’ultima si è pubblicamente opposta al voucher, progetto lanciato con un bando di prestazione di lavoro occasionale dal Comune di San Benedetto (che prevede lo svolgimento di attività non continuative remunerate con buoni lavoro senza la stipulazione di alcun contratto, ndr) ed etichettato dal sindacato come “l’ennesima forma di lavoro grigio che va a mascherare quello subordinato, non rappresentando inoltre una forma opportuna per il contrasto al lavoro nero”.

“La sua estensione – si legge ancora in una nota firmata da Francesco Neroni – potrebbe portare alla destrutturazione del mercato del lavoro; di fatto cancella le conquista giuridiche, sociali e contrattuali dei lavoratori: il contratto nazionale, i riferimenti retributivi, l’accesso al sistema previdenziale e assistenziale”.

Affondi come detto affatto graditi dal primo cittadino che, nel pieno rispetto dei compiti svolti dalla Cgil, risponde tuttavia piccatamente: “Ho la sensazione che da troppo tempo il sindacato stia perdendo il contatto con la realtà e ciò ha fatto sì che il numero dei suoi iscritti sia calato gradualmente. Comportandosi in questa maniera si rischia di difendere gli occupati, ma di scordarsi di chi il lavoro non ce l’ha”.

Parole al veleno che Gaspari lega pure ai continui “no” giunti dalla confederazione in risposta alle proposte delle pubbliche amministrazioni: “Un sindacato che si rispetti anziché protestare sempre, dovrebbe proporre qualcosa.

Nei giorni scorsi il bando aveva provocato anche la vibrata protesta di Daniele Primavera, che denunciava la totale mancanza di selezione e meritocrazia nel processo di reclutamento.

“Se noi – conclude il sindaco – consentiamo ad alcune persone bisognose di attivarsi per qualche ora la settimana, seppur con i voucher, dov’è il delitto?”.

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