SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla città verrà restituito un pezzo di storia. E’ così che l’assessore alla Cultura Margherita Sorge definisce il restauro della cappella funeraria di Bice Piacentini e della sua famiglia.

Proprio in occasione della commemorazione dei defunti, l’inaugurazione inizierà lunedì primo novembre alle ore 11 presso il cimitero e vedrà coinvolti, oltre all’assessore alla Cultura e al direttore del Civico Cimitero e aree verdi Lanfranco Cameli, il sindaco Giovanni Gaspari, il professor Tito Pasqualetti e, in collaborazione con il Circolo dei Sambenedettesi, l’attrice di teatro Katia Zappasodi, che leggerà alcuni sonetti della poetessa sambenedettese.

La tomba della famiglia Piacentini fu progettata e ultimata nel 1880 dall’architetto Gualtiero Piacentini, fratello di Bice, che disegnò anche la prima stesura del cimitero di San Benedetto. Contribuì alla realizzazione della cappella funeraria lo scalpellino Giacomo Ferrante.

All’interno della cappella, che dalla fine degli anni novanta è di proprietà dell’amministrazione comunale, sono presenti le spoglie mortali di sette persone appartenenti alla famiglia Piacentini Rinaldi: Bice, il fratello Gualtiero e la mamma della poetessa e si trova nella parte vecchia del cimitero, nella zona dedicata alle tombe più antiche.

“È stato fatto un lavoro straordinario – dice l’assessore Sorge – grazie al contributo fondamentale del direttore del cimitero. Da più parti erano arrivati suggerimenti di mettere a posto la cappella, che si trovava in uno stato di abbandono totale. Noi abbiamo accolto queste richieste e soltanto grazie alla collaborazione straordinaria di Lanfranco Cameli e dell’architetto Farnush Davarpanah quest’anno siamo riusciti a trovare il finanziamento, di circa 20mila euro. La realizzazione di questo progetto rappresenta così un altro pezzetto del mosaico che ricostruisce la memoria storica di San Benedetto”.

Prosegue Cameli:“Sulla cappella è stato fatto soprattutto un lavoro di pulizia del frontale, una ripresa delle tinte originali dell’edicola funeraria ed è stata rimessa a posto la copertura, perché c’erano delle grosse infiltrazioni d’acqua sulla volta”.

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