ASCOLI PICENO – Riceviamo e di seguito  pubblichiamo integralmente una lettera aperta da parte di alcuni consiglieri comunali di Ascoli al sindaco Castelli, al presidnete della Fondazione Carisap Marini Marini, al presidente della Caffè Meletti S.r.l Tassi con la quale si chiede la riapertura, anche parziale, dello storico Caffè, chiuso da oltre un mese dopo l’ultima, ed ennesima, infelice gestione.

“Ascoli, nei giorni scorsi.

I partecipanti di un convegno organizzato nella nostra città da una associazione nazionale attendono che si aprano i lavori.

Vengono dalle Marche, dall’Umbria, dalla Toscana, dall’Emilia Romagna.

Restano ammirati da Piazza del Popolo, il nostro salotto buono, dalla loggia dei Mercanti, dalla chiesa di San Francesco.

Le guide illustrano il passato ma i convegnisti cercano anche il presente.

Hanno tanto sentito parlare del caffè Meletti. Massì! Quello che fa parte dei caffè  storici italiani. Quel caffè liberty, il vecchio senato della città.

Certo, un caffè prima del convegno non sarebbe niente male.

Ma. Il Meletti è lì chiuso.

Niente caffè, niente Anisetta, niente consumazione al tavolino magari ammirando gli specchi o la gabbietta appesa alla colonna.

Niente visita all’edificio liberty più conosciuto di Ascoli.

Uno dei nostri più famosi biglietti  da visita era chiuso.

Delusione nei convegnisti. Rammarico, contrarietà.

Quanti avevano programmato una sosta nello storico  caffè!

Quel caffè Meletti che le guide mettono sempre più spesso nei loro giri.

Quel caffè  Meletti anima stessa della città, location di tanti film che hanno fatto conoscere Ascoli nel mondo ma che sembra non  trovare pace.

Ora è nuovamente chiuso e non si ha sentore dell’inizio dei tanto  sbandierati lavori per restituirgli l’antico smalto.

Da un mese le serrande sono abbassate. Nessun rumore di cantiere all’interno. Silenzio.

Un silenzio che gli ascolani auspicano non sia foriero di brutte nuove.

Il caffè Meletti non può restare  chiuso e a lungo.

Con le festività natalizie all’orizzonte, un luogo “cult” come il Meletti non può presentarsi con le serrande abbassate.

Speriamo quindi che il restauro parta il prima possibile e si concluda in tempi brevi con un direttore dei lavori che segua costantemente il restauro stimolando gli addetti ad operare con solerzia e continuità.

Pur  senza entrare nel merito della tempistica e delle decisioni  assunte dalla Fondazione,  appare singolare come, ad esempio, non si sia già posto mano al restauro dei divani che potevano, e possono,  seguire una strada ovviamente diversa dal recupero degli ambienti interni.

Speriamo, dicevamo.

Speriamo che in occasione delle feste di  Natale il Meletti torni ad operare, restituendo alla città un prezioso riferimento per i turisti e per gli ascolani che vedono un altro pezzo della loro storia alle prese con i problemi di un recupero che non vorremmo, perché speriamo, troppo lungo.

Certo un cartello con la scritta “Lavori in corso” sulle serrande abbassate del caffè Meletti, è un grosso dispiacere per i tanti ascolani che, come noi, stanno vivendo questa chiusura con enorme rammarico.

Per questo rivolgiamo un appello al Presidente Marini Marini, all’ing. Tassi ed al sindaco Castelli, perché  ciascuno per le proprie competenze, si facciano carico di restituire in tempi brevi questo luogo alla collettività tutta.

Sappiamo del loro amore per la città e la sua storia.

A loro quindi il compito di farsi parte attiva perché il “Senato” della città riapra al più presto.”

WALTER BARBONI- RANIERO ISOPI – PEPPE FALCIANI- ATTILIO LATTANZI-  MARCO CAPPELLI – FRANCESCO CIABATTONI- LUCA CAPPELLI- MARCO CARDINELLI –MARCO FIORAVANTI

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