SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La variante all’articolo 29 del piano regolatore disincentiva chi vuole puntare sull’impresa alberghiera e incentiva al contrario le trasformazioni da hotel a residence, con contestuale perdita di posti di lavoro”.
Lo dice Daniele Primavera, consigliere comunale di Rifondazione Comunista. E lo dice con rabbia. “Perché io quella variante la votai, convinto delle sue buone ragioni, ma ora vedendo le sue applicazioni mi accorgo che il suo spirito viene tradito”.
Nel dettaglio, Primavera fornisce un elenco compilato dagli uffici del Comune su sua richiesta. Contiene i nominativi di tutti gli hotel e i residence che hanno un indice fondiario minore di 4 metri cubi su metro quadro. “Ho chiesto ai tecnici di quantificare le strutture che avrebbero convenienza a seguire l’iter che sta seguendo il residence Acquamarina di via Maffei, cambiando destinazione urbanistica da ricettiva a residenziale e avere poi un incremento di cubatura richiedendo una nuova trasformazione in struttura ricettiva, in questo caso residence. E i numeri dicono che su 24 strutture con indice fondiario minore di 4, almeno dodici hanno la possibilità di incrementare più del 50% della loro cubatura, rimanendo anche così sotto l’indice 4”.
Il sindaco Gaspari disse invece che le strutture che avrebbero potuto chiedere il raddoppio di volumetria erano soltanto quattro.
Si torna a parlare dunque di una questione che tenne banco un mese fa, quando il consiglio comunale si sciolse anzitempo “per compiere una maggiore riflessione” sulla delibera che avrebbe dovuto concedere l’aumento di volumetria al residence Acquamarina.
Secondo Primavera, la lettura giusta dei dati è questa: “Se venisse approvato l’aumento per Acquamarina, si aprirebbe l’identico iter per un’altra dozzina di strutture. Che potranno diventare edifici residenziali, consapevoli che poi con una ulteriore variante verso la destinazione ricettiva si riceverebbero i benefici di cubatura. Attenzione, però. Ritornare ad essere ricettivi non comporta necessariamente fare un hotel. Anche i residence sono strutture ricettive. Inoltre, il primo passaggio alla destinazione residenziale comporta lavori nelle camere e nuovi impianti interni. Smantellarli per fare di nuovo l’hotel non avrebbe convenienza. Mantenerli e aprire un residence invece sì”.
Questioni tecniche, che per Primavera si tradurrebbero così: “Chi oggi ha un albergo non grandissimo, viene disincentivato da questa norma a continuare a mantenerlo. Perché se diventa un residence può sviluppare il doppio dei piani. E, dopo venti anni di vincolo, si ritrova con una manna di appartamenti”.
LA PETIZIONE DEI VICINI DELL’ACQUAMARINA Intanto Primavera rende nota una lettera inviata al sindaco Gaspari da parte di una quarantina di cittadini, che si dicono “preoccupati” per via dell’altezza che avrà il fabbricato dell’Acquamarina se venisse approvato l’aumento di cubatura.
Nella lettera al sindaco si parla di “mostro edilizio” e di deroghe alle norme comunali sui distacchi minimi tra edifici. I cittadini poi dicono: “Non comprendiamo perché la struttura debba svilupparsi in altezza e non eventualmente di fianco, verso sud, dove esiste un’ampia area che in precedenza ospitava una casa di civile abitazione, poi abbattuta per realizzarvi una piscina”. I firmatari chiedono una audizione in commissione Urbanistica.

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