ASCOLI PICENO – Quel gusto un poco amaro. La Provincia di Ascoli Piceno non ha partecipato all’ultimo Salone del Gusto, che si è svolto nel fine settimana a Torino: lo scrive Lorenzo Rossi, segretario di Rifondazione Comunista di Grottammare, “andato a Torino per visitare il Salone Internazionale del Gusto da semplice appassionato, una manifestazione che domenica sera 24 ottobre, penultimo giorno, aveva già contato 170 mila biglietti staccati, a 20 euro l’uno”.

Continua Rossi: “Nell’area espositiva occupata dalla nostra regione, le Marche, oltre agli stand dei produttori locali e allo spazio dedicato alla ristorazione e alle presentazioni era adibito, come per molte altre regioni d’Italia, uno spazio di promozione territoriale con finalità turistiche. Nel caso delle Marche campeggiavano cinque grandi banner verticali (a occhio, circa 2 metri di larghezza e 3,5 d’altezza ciascuno) preceduti da alcuni espositori con depliant e materiale promozionale. Con mio grande stupore ho notato che i banner in questione raffiguravano quattro province delle Marche – tutte ad esclusione della nostra – mentre il quinto posto, quello centrale, era occupato dall’Assam (Agenzia servizi settore agroalimentare Marche). Come se non bastasse, neanche sugli espositori c’era la minima traccia del materiale informativo della Provincia di Ascoli Piceno”.

“Tutto lascia pensare a una rinuncia premeditata e non ad un’assenza dell’ultima ora, giacché gli spazi pubblicitari erano stampati con caratteristiche standard (dimensioni, materiale, perfino i caratteri di scrittura)”, scrive Rossi, che allega una foto dello spazio riservato alla Regione Marche.
“Non intuire come sia vitale, soprattutto per un territorio come il nostro, l’intreccio tra produzione enogastronomica e turismo è, a mio parere, del tutto assurdo.

Non so quale settore amministrativo o Assessorato provinciale sia responsabile di tale mancanza, ma non basterà dire che la nostra Provincia era impegnata in quei cinque giorni su altri teatri di promozione turistica e/o enogastronomica. Tra i 200 mila visitatori del Salone, amanti del buon cibo e dei percorsi del gusto, “consapevoli”, curiosi e  – perché no? – disposti a spendere, bisognava esserci a tutti i costi”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 766 volte, 1 oggi)