MARTINSICURO – Dieci milioni e 700mila euro per riportare alla luce il sito di Castrum Truentinum e valorizzare l’intera zona a ridosso della Torre di Carlo V con percorsi ciclopedonali e attività mirate allo sviluppo turistico, culturale ed economico del territorio. Un progetto tanto ambizioso quanto complesso, la cui realizzazione è legata all’erogazione di una serie di fondi richiesti dall’amministrazione comunale lo scorso mese di aprile all’Arcus spa (una società che fa capo al Ministero dei Beni Culturali e che investe in opere di restauro e recupero di beni culturali). E se si pensa a come far rivivere dell’antico splendore i resti del porto romano nei pressi del Tronto, non da meno si è anche progettato come rivitalizzare il centro cittadino, con la ristrutturazione dell’ex cinema Ambra. Anche in questo caso sono stati chiesti finanziamenti all’Arcus, alla Regione Abruzzo e alla Fondazione Tercas. Per far rivivere in piazza Cavour l’ex cinema e trasformarlo in un teatro con annessi locali polifunzionali servirebbero un milione e 680mila euro.

I progetti, qualora venissero approvati, permetterebbero di accedere a finanziamenti erogati non in un’unica soluzione, ma attraverso stralci legati a piani pluriennali. I lavori per l’esecuzione delle opere, pertanto, sono stati elaborati e programmati dai tecnici comunali in più fasi, riadattando progetti preesistenti.

CASTRUM TRUENTINUM: Riaprire il sito archeologico ricoperto al termine degli scavi nel ‘95 e nel contempo ampliare le indagini nelle aree circostanti ancora non esplorate. Riportare alla luce in maniera permanente il porto romano e nel contempo valorizzare il territorio circostante con la realizzazione di piste ciclopedonali che portino a scoprire le bellezze del territorio, come le vecchie pinciare, gli antichi casali, le chiese e i monumenti storici. Percorsi fra arte e natura che porterebbero anche ad approdare nelle vicine Marche, con tragitti che arrivano nell’area naturalistica della Sentina. E’ questo in sintesi il progetto presentato dal Comune che, su 10.703.458 euro di costo complessivo dell’opera, (in cui sono incluse anche le somme per gli espropri o le acquisizioni delle aree archeologiche che si trovano in terreni privati), per il 90% dovrebbe essere a carico dell’Arcus (9.633.112,38 euro) e per il restante derivare dalle casse comunali e regionali.

Oltre alla realizzazione di un parco naturalistico-tematico, che comprende anche l’area circostante il Museo archeologico, i lavori riguarderebbero la riapertura del sito di Castrum Truentinum, ed interventi all’interno della Torre di Carlo V, come lavori di restauro a volte e dipinti, di riparazione di piccoli danni alle strutture murarie, di completamento degli allestimenti museali.

In base al cronoprogramma, l’opera complessiva dovrebbe essere realizzata in 6 anni, passando per 5 fasi di lavoro. Il progetto è anche supportato da una relazione tecnica effettuata da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo di Chieti, in cui emergono anche alcune curiosità: le quattro campagne di scavo effettuate dal ’90 al ‘95 nella località di Case Feriozzi sono costata all’epoca 500milioni di lire, finanziati dal Ministero. La Soprintendenza aveva poi intenzione di avviare a Martinsicuro un progetto di valorizzazione del sito archeologico, grazie ad un finanziamento ottenuto nel 2004 dalla Regione Abruzzo. “Risultando all’epoca di proprietà privata quasi tutte le aree ricadenti nel perimetro della città antica – si legge nella relazione – e non essendo ancora andate a buon fine le trattative in corso tra Comune ed alcuni privati per l’acquisizione di parte dell’area archeologica, le risorse destinate all’intervento da parte della Regione Abruzzo venivano destinate alla realizzazione, nello storico Torrione di Carlo V, di un Antiquarium dove esporre i reperti delle varie campagne di scavo, unitamente ad un’ampia esposizione documentale, scientifica e didattica”.

La Soprintendenza però, ha sempre mostrato intenzione di riaprire il sito di Castrum Truentinum, all’epoca ricoperto a scopo cautelativo.

Alcuni saggi sono stati eseguiti ad esempio nei mesi scorsi sulla sponda abruzzese del Tronto in contemporanea all’avanzamento dei lavori per la costruzione del nuovo ponte sulla statale e del ponte ferrato.

Inoltre una gran parte delle zone di maggiore interesse all’interno dell’area archeologica (nei pressi dello stabilimento Socabi) sono state espropriate dalla Provincia di Teramo, ragion per cui essendo ora a disposizione, la Soprintendenza prospetta che, qualora vengano erogati i finanziamenti, sarebbero avviati nuovi scavi e si procederebbe con la valorizzazione del sito.

CINEMA AMBRA: Una struttura polifunzionale, in cui dovrebbero coesistere non solo il teatro, ma anche l’ufficio Iat, la biblioteca e locali polivalenti a disposizione delle associazioni culturali del territorio. Il progetto presentato per il cinema Ambra ha un costo complessivo di un milione e 680mila euro, di cui il 70% chiesto in finanziamento all’Arcus (1 milione e 176mila euro), e il restante (504mila euro) coperto da fondi comunali, regionali e derivanti da privati (una richiesta sarebbe stata avanzata alla Fondazione Tercas).

La costruzione del nuovo teatro prevede la demolizione del vecchio stabile in piazza Cavour e la ricostruzione del fabbricato ex novo. In base al progetto l’edificio dovrebbe essere al piano terra adibito al servizio Iat (150mq) e a biblioteca comunale (230mq), mentre al primo piano è prevista la sala polifunzionale per le rappresentazioni teatrali ed eventuali altri locali da destinare alle associazioni culturali.

Una risposta dall’Arcus è attesa entro dicembre, termine entro il quale la società si dovrebbe pronunciare sull’approvazione o il respingimento dei due progetti.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 658 volte, 1 oggi)