DA ESPRESSO ROSSOBLU N. 1078

“Tutto pronto per la Serie A”, è la prima cosa che mi è venuta in mente entrando nel “nuovo” Riviera delle Palme”. Mancano le rifiniture che arriveranno nei prossimi giorni ma la struttura è da A o B. Continuare a giocarci tra i dilettanti ma anche in serie C è un “insulto alla bellezza”, visti i campi di Lega Pro sparsi per l’Italia. Praticamente, una volta terminato, ha tutto: non serviranno più gli ombrelli, la visibiltà è ottima (meglio di prima), l’agibilità esterna e interna non fa più temere problemi con la prefettura fino a 15 mila posti, la bellezza unica, non per niente nel 1986, l’anno della costruzione fu premiato da un comitato di vigilanza europeo.

Ora non ci resta che vincere e, nei limiti delle possibilità, ogni sportivo dovrebbe dare una mano a Spina e Bartolomei per proseguire una marcia iniziata sotto i migliori auspici per l’aspetto gestionale. Da quando lo conosco, Sergio Spina (da tanto tempo) ha fatto sempre seguire alle parole i fatti, quello che mi diceva alcuni fa, quelli che erano i suoi desideri, li sta mettendo in atto. Ora che lo stadio è giunto quasi a regime nessuno deve pensare che è stato facile, soltanto un uomo così, limpido, deciso e concreto poteva portare a termine un’operazione che è stata molto più complessa di quello che  potrebbe sembrare.

Determinante, secondo me, è stata la sua credibilità da parte dei tifosi ma anche da parte dell’intera cittadinanza. In seguito vedremo se la città ha fatto tesoro delle esperienze passate. Sergio Spina, tra l’altro, è uno che vuol fare le cose in regola senza ricorrere a pratiche illecite sia sportive che lavorative. Insomma è una persona seria quindi molto rara tra chi ha qualche soldo e sulla quale si può contare. Ripeto che, quanto ho appena detto, non è frutto di sensazioni ma di esperienze fatte, concrete.

Ma passiamo alla gara. E’ stata una partita pazza indipendentemente dal cognome del nostro centravanti. Nel primo quarto d’ora per la Samb due gol c’erano tutti, non sono arrivati più per la bravura del portiere ospite che per demerito di chi doveva realizzarli. Quando i rossoblu hanno un po’ mollato la gara si è fatta più equilibrata ma senza che gli ospiti impensierissero più di tanto: eppure avevano segnato otto gol nelle ultime due gare.

Appena iniziata la ripresa hanno innestato loro la marcia avanti ma non sarebbe successo nulla se il numero uno rossoblu fosse stato la metà meno bravo del suo collega, negli stessi minuti ma nella prima parte di gara. Anzi è stata una sua clamorosa indecisione a modificare lo 0-0 iniziale oltre che “complice” del raddoppio ospite (giuro di aver scritto questo concetto prima di aver ascoltato le dichiarazioni del difensore Pulcini: «Dopo il primo gol non ho capito più niente») per il semplice fatto che la squadra in immeritato e sfortunato svantaggio si è buttata scriteriatamente in avanti.

Lungi da me gettare la croce addosso a Lima ma i fatti ora parlano chiaro: se si dice che uno o due indizi non fanno una prova, quattro o cinque sì. La prova di cosa? Del fatto che l’aspetto emotivo nelle prestazioni del portiere è preponderante, direi determinante; non per niente in serie A preferiscono 40enni o quasi, a portiere più giovani. L’emotività è indirettamente proporzionale all’esperienza, con gli anni diminuisce e, non averla, diventa un grande valore.

Per la serie D, visti gli assurdi regolamenti, si poteva anche provare ma adesso insistere è sicuramente sbagliato. Anche per il bene del ragazzo che non è sicuramente sereno dopo i gol presi in questo inizio di campionato. Potrà diventare un grande portiere, anzi lo diventerà vista la stazza e la bravura tra i pali sui tiri da lontano ma è quasi sempre indeciso quando in area si verificano situazioni che prevedono la scelta migliore in un centesimo di secondo. A meno che non si trovi un “fenomeno” disposto a giocare in D, gli under è meglio collocarli in altri ruoli: il Real Rimini aveva due fuori ruolo come portieri. Un problema da risolvere prima possibile perché certi gol possono influire anche sul giudizio nei riguardi dei due difensori centrali costretti spesso a giocare con l’affanno.

Comunque anche la gara di oggi mi ha dato la sensazione che la Samb vincerà questo campionato, la sua superiorità tecnica su tutti gli avversari finora affrontanti mi è sembrata molto evidente. E credo anche che Tiziano Giudici è all’altezza della situazione (le sue prossime decisioni saranno indicative per un giudizio più consapevole) come lo sarebbe stato anche Ottavio Palladini, prematuramente allontanato. Se non ci facciamo male da soli questo campionato è alla nostra portata e la C2 sarà l’inizio di un nuovo Rinascimento. In tutti i sensi. Io ci credo.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 913 volte, 1 oggi)