SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Innanzitutto grazie: alla società che sta regalando a San Benedetto uno stadio che, per la seconda volta in 25 anni, sarà invidiato da molta Italia; e alla tifoseria che, per una partita di Serie D per altri versi non proprio di richiamo, riempie il rinnovato impianto del “Riviera delle Palme” con oltre tremila presenze e un tifo che sembra più adatto ad una gara di vertice di Prima Divisione.

E sembra subito di ballare: quattro tiri in porta della Samb in cinque minuti, un palo preso, manovra arrembante. Pare una festa ma poi i rossoblu diventano farraginosi, anche se hanno ancora due grandi occasioni con Pazzi, che spreca malamente a tu per tu con Verì, e Ogliari e D’Aniello, sui cui tiri il numero uno ospite fa pesare i 32 anni di esperienza.

Cosa che, purtroppo, non può vantare dall’altra parte il giovane (troppo) Lima, diciannove anni, che ad inizio ripresa prima sbaglia la più semplice delle rimesse dal fondo facendo rabbrividire gli spettatori, e dopo un minuto liscia un lancio centrale, lasciando la porta sguarnita per il gol di Casolla. Una rete che taglia le gambe alla squadra che si fa trovare imbambolata nella ripartenza ospite, con Procopio che raddoppia dopo due minuti. Sembra veramente finita, anche se poi qui si apre un altro discorso mentre la gara va a pareggiare con la doppietta di Pazzi, la prima su rigore per netto atterramento di Grieco e la seconda con un colpo di testa a porta vuota su mischia di calcio d’angolo (e si poteva anche segnare il 3-2 con D’Angelo, ma anche subirlo, per non parlare del rischio dell’1-3).

Occorre dirlo a brutto muso, certe volte: con una difesa siffatta occorre un miracolo per arrivare primi nel girone, perché segnare tre gol ogni partita è difficile. Dell’eccessiva somiglianza tra Pulcini e Mengo se ne parla da un anno, ma non sono loro due, giocatori quanto meno esperti, il problema. La situazione under invece non dà garanzie. Nicolosi oggi è riuscito a barcamenarsi, mentre Zero, oltre la gran forza fisica, ha pagato anche lo scotto di un esordio in uno stadio del genere. Ma è il portiere, Lima, che purtroppo non dà sicurezza all’intero reparto: se non “bisogna gettare la croce” addosso ad un ragazzino, come dice Pulcini, è anche vero che non è possibile tacerlo. La Samb ora ha preso un altro portiere under, ma crediamo (e le parole di Spina vanno in questa direzione) che alla fine possa riemergere Chessari. La qual cosa, però, apre davvero tanti punti interrogativi su quale under nato dal 1991 in poi mettere in campo: ci sarebbe il solo Evangelisti (1992) per il centrocampo, al posto di Ogliari. Spina ha assicurato che si interverrà sul mercato prima di dicembre. Sappiamo che Giudici è un allenatore che conosce molto bene i giovani: speriamo bene.

Oltre la difesa, che ha problemi “strutturali”, nella squadra odierna non ha ben funzionato il sistema offensivo. Pazzi è un mastino dell’area di rigore ma è sembrato troppo solo, Di Vicino ha numeri di alta scuola che potrebbero sorreggere una condizione ancora precaria eppure, isolato sulla sinistra, è sembrato non trovare l’intesa coi compagni (forse sull’altra fascia avrebbe pennellato cross più precisi e con più velocità). Bene D’Angelo e Bianchi, poi, nel secondo tempo, per un modulo di gioco meno spumeggiante ma più compatto, almeno sulla carta. Tre punte sono troppe se nessuna delle tre, ad eccezione talvolta di Grieco, aiuta il centrocampo.

Ma non è il fronte offensivo che ci preoccupa, né l’avvicendamento tra Oresti e D’Aniello a centrocampo (anche se forse è arrivato il momento di sacrificare il più che egregio Ogliari). Questa è una squadra la cui spina dorsale è rabbiosa, come dimostra questa rimonta, e capace davvero di segnare due gol ad ogni avversario (oggi potevano anche essere quattro). Dietro, però, la gestione degli under appare cervellotica.

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