SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il miglior amico dei trentenni è il computer? Sembrerebbe di sì. Per questo l’Associazione lavoratori per il volontariato (Lav) di San Benedetto ha organizzato una serie di incontri dal titolo “I giovani e le realtà virtuali“.
Dal prossimo lunedì 25 ottobre alle ore 21:00 presso la sede dell’associazione, in via Marinai d’Italia 3, si tenterà di mettere a fuoco le problematiche connesse al disagio e alla solitudine dei giovani che si rifugiano nella Rete. Si tratta di persone con difficoltà nel lavoro e che non riescono a rendersi indipendenti dai genitori.
Un problema noto da tempo. È infatti del 2001 una ricerca dell’Istituto “Riza di medicina psicosomatica” sullo stesso tema che dimostrava come i ragazzi (tra i 15 e i 25 anni) si rifugiassero sempre più spesso nella realtà virtuale e come l’atteggiamento della fuga fosse il più comune tra loro. A distanza di quasi dieci anni quei ragazzi diventati trentenni hanno richiesto, come riferisce la presidente Lav Teresa Spampanato, sia su Facebook sia al numero verde dell’associazione un aiuto concreto.
Dunque incontrarsi di persona, riflettere e parlare insieme agli esperti saranno i cardini di questa iniziativa. Il programma sarà flessibile e modulato sulle esigenze dei partecipanti che saranno protagonisti sia di riunioni autogestite sia guidate.
Informazioni possono essere richieste al numero telefonico +39.3396907901 o all’indirizzo di posta elettronica info@lavmarche.org.
Lascia un commento
Mah. Sono sempre stato dubbioso su coloro che, tentando di studiare l’approccio dei giovani verso internet, si avventuravano in interpretazioni che avevano a che fare con la presunta “fuga” di cui gli internauti sarebbero stati protagonisti. E anche le ricerche della presunta scienza psicosologica in merito mi pare siano state propagandate in modo alquanto semplicistico e dannoso, aumentando un pregiudizio nei confronti di internet del tutto ingiustificato. D’altronde queste ricerche hanno il difetto di confondere molto spesso la causa e l’effetto. Ricordo che quando cominciai ad utilizzare internet in modo intensivo, verso la metà degli anni ’90, i mezzi d’informazione… Leggi il resto »
Utilizzo Internet fin dagli albori e, dal canto personale, ritengo abbia portato unicamente benefici in ambito comunicativo e culturale. II problema è a valle, non a monte: occorre il buon senso come per ogni altra azione umana.
Se una persona non ha interessi costruttivi nella vita, rimarrà sempre disagiata (fuori e dentro le mura di casa); se l’associazione è disposta, potrei presenziare in uno degli incontri per discuterne in senso positivo.