TERAMO – E’ stato un Consiglio provinciale piuttosto acceso quello tenutosi giovedì 21 ottobre, con maggioranza ed opposizione in scontro aperto su questioni come la gestione dei fondi per gli eventi culturali. Polemiche si sono avute inoltre anche sulla gestione dei rifiuti, con numerose ipotesi di soluzioni avanzate dai vari schieramenti per fronteggiare l’emergenza che si prospetta nel teramano per il conferimento della spazzatura in discarica. Sostanziale accordo di intenti si è avuto invece sulla questione dell’inquinamento dei fiumi, per cui si è ribadita la necessità di proseguire con azioni mirate di monitoraggio e controllo lungo le aste fluviali, e nel contempo di istituire un’apposita cabina di regia con cui coordinare le azioni dei vari enti competenti nel settore.

LE SPESE PER LA CULTURA: l’erogazione dei contributi per le manifestazioni ha scatenato le polemiche tra maggioranza ed opposizioni, critiche riguardi i criteri di assegnazione dei finanziamenti. A tal proposito è stata presentata un’interrogazione illustrata  dal consigliere  dell’IDV, Riccardo Mercante,  il quale ha sollevato problemi di budget, di “drastiche riduzioni della spesa”, di esclusione delle “manifestazioni storiche” rilevando, infine, delle “sperequazioni nelle scelte”: “A Castelbasso 2500 euro – ha affermato Mercante – al carnevale di Notaresco 4000 euro”.

L’assessore Giuseppe Antonio Di Michele, replicando ai rilievi mossi dalla minoranza, ha disegnato la “mappa” dei contributi sia da un punto di vista territoriale sia da quello economico: “L’ultima giunta di centrosinistra, nel 2008, ha assegnato 160 mila euro di contributi, noi, nel 2010 ne abbiamo già erogati 150 mila. Nel 2009 non abbiamo potuto distribuire alcunché perché in bilancio abbiamo trovato 7 mila euro. Quindi, non esiste un problema di tagli e quanto alle scelte ci siamo posti il problema di riequilibrare il territorio, anche dal punto di vista delle risorse per la cultura. In questo senso ci sono stati casi nei quali abbiamo privilegiato progetti nuovi e dato slancio ad attività che per la qualità dell’idea lo meritavano. Scelte delle quali ci assumiamo ogni responsabilità”

Sull’esclusione di alcune manifestazioni “storiche” l’assessore ha affermato che in molti casi le associazioni non ne avevano fatto richiesta e che, comunque “abbiamo dato 89 mila euro al Comune capoluogo per la realizzazione delle manifestazioni del cartellone Fondazione Tercas-Comune, contribuendo così alla realizzazione delle iniziative più prestigiose. Alla Riccitelli è stato concesso un contributo di 35 mila euro”.

Relativamente ai contributi erogati dalla Provincia al Comune di Notaresco, l’assessore Di Michele, ha specificato: “Si tratta di uno di quei casi dove vi era una chiara opportunità di riequilibrio: in tre anni e con oltre 500 manifestazioni all’attivo, il Comune aveva avuto solo 900 euro”.

TORRENTE VIBRATA: A seguito dell’eccezionale inquinamento del torrente rilevato nel periodo di Ferragosto e la conseguente morìa dei pesci, In Consiglio Provinciale si è discusso di argomenti quali la qualità ambientale dei fiumi, la gestione delle aste fluviali e dei corsi d’acqua.

Maggioranza e minoranza hanno presentato due ordini del giorno ma, dopo qualche minuto di sospensione, si è elaborato un documento unico votato all’unanimità che impegna la Giunta provinciale a “promuovere un coordinamento fra tutti i soggetti titolari di funzioni di prevenzione e definizione di un preciso modello operativo e di una cabina di regia per la gestione delle emergenze; attuazione di un programma straordinario di monitoraggio e controllo sui principali corsi d’acqua; la revisione del Piano d’Ambito per adeguare gli impianti di depurazione; richiedere la messa a disposizione da parte della Regione Abruzzo delle risorse derivanti dai Fas e dall’Intesa per le infrastrutture strategiche sottoscritta da Regione e Governo valutando la possibilità di anticipare per risorse per gli investimenti”.

“Va detto che l’episodio in questione è stato molto amplificato anche perché non si è affrontato in maniera corretta e in alcuni casi è stato strumentalizzato – ha detto Catarra intervenendo nel dibattito – ma questo non ci esime dal programmare di più e meglio per tutto quello che ci compete azioni di prevenzione e controllo ambientale. Ma le competenze, sui corsi d’acqua, sui fiumi e sul mare, sono molte chiare: esistono già numerosi organismi che a vario titolo devono intervenire e devono, questo si, coordinarsi meglio. Bisogna investire di più sul monitoraggio e sul controllo, un’attività che la nostra Polizia Provinciale, sta svolgendo intensamente in collaborazione con il COIF, organismo costituito dalla Prefettura. E’ nostra intenzione intensificare e valorizzare questa specificità della Polizia Provinciale. Ma il nodo rimangono le depurazioni delle acque e il funzionamento dei depuratori e di questo devono occuparsi l’Ato e il Ruzzo”.

GESTIONE DEI RIFIUTI: Il dibattito sui rifiuti, sulle problematiche relative alla gestione, all’impiantistica, alla crisi dei Consorzi, è iniziato con una lunga relazione tecnica dell’assessore all’Ambiente, Francesco Marconi, che ha messo l’accento  sulle luci “la provincia con la più alta percentuale di raccolta differenziata” e sulle molte ombre “gli impianti sequestrati, la mancanza di una discarica, i costi del trasporto fuori regione”.

Sui costi delle tariffe di smaltimento negli impianti fuori provincia di Colle Cese e Cerratina, l’assessore Marconi ha fornito alcune cifre:  “per il Mote costa 190 euro a tonnellata; per il Cirsu 177 euro; per l’unione dei Comuni della Val Vibrata i costi sono di 171 euro; per il Piomba Fino 131 euro più il trasporto e quindi si arriva a circa 170 euro”.

A entrare nel merito delle questioni più scottanti è stato il consigliere Renzo Di Sabatino (PD): “Abbiamo bisogno di impianti, tutto il resto in questo momento passa in secondo piano; questa nostra provincia sta impoverendo anche per i costi che sopporta per lo smaltimento dei rifiuti: un danno enorme che questo territorio sta subendo da anni. Per colpa di chi? Sui rifiuti si è innescata una lotta politica che ha paralizzato le scelte. La politica non è riuscita a prendere alcuna decisione. Non abbiamo più il tempo per proseguire su questa strada.

Sulla Regione ci sarebbe molto da dire, la mancata calmierizzazione dei prezzi, le continue deroghe” ha sottolineato il consigliere del PD che poi ha proposto: “Se vogliamo che il pubblico continui a non essere più alla mercè del privato, che più o meno legittimamente continua a dettare le regole, chiamiamo a raccolta tutti i Comuni e stipuliamo un protocollo d’intesa che metta insieme tutti i Consorzi in un unico grande e forte soggetto pubblico: poi gli impianti e la discarica possono essere quelli del Cirsu ma non è questo la cosa più importante. Lo faccia la Provincia, da questa crisi arriva una grande opportunità per diventare autosufficienti”.

Raimondo Micheli è apparso scettico sulla possibilità di arrivare alla costituzione di un gestore pubblico unico dei rifiuti:In questi anni nessuno ha accantonato i soldi per bonificare le aree e per fare le scelte. Dov’è la programmazione e l’innovazione che avrebbe dovuto fare la Provincia? Possiamo anche riunire i Sindaci ma oggi è difficile parlare un’unica lingua, si poteva fare qualche anno fa: il Piomba Fino si sta riorganizzando, l’Unione dei Comuni ha una sua organizzazione; il Cirsu sta vivendo un momento di difficoltà ma ha una sua identità. Sono realtà, anche economiche, molto diverse. Quindi spingiamo sulla differenziata, certo apriamo un tavolo di lavoro per la soluzione dei problemi ma senza pensare di stare tutti insieme, confrontiamoci con la tecnologia che spaventa sempre ma che è una delle strade sulle quali si può crescere”.

“Al termine del confronto e dopo l’intervento del presidente Catarra, la maggioranza ha  proposto di votare il suo ordine del giorno integrato con i contributi della minoranza – ha afferma il Presidente del Consiglio, Mauro Martino – ma non vi è stata la volontà di arrivare ad un voto congiunto, e i consiglieri dell’opposizione, dopo aver fatto rilevare che il documento non era stato depositato nelle 24 ore  antecedenti al Consiglio, hanno abbandonato l’aula”.

Senza i consiglieri di minoranza al è venuto meno il numero legale e, quindi, la seduta è stata  sciolta e l’ordine del giorno sui rifiuti è e rinviato.

Fra le altre cose, nel documento, in vista del 31 dicembre quando scadranno le autorizzazioni al conferimento dei rifiuti fuori ATO, si individuavano alcune soluzioni a breve termine: “la riapertura dell’impianto di trattamento del Cirsu, sia per motivi logistici sia per diminuire l’oneroso carico tariffario, nonché la celere realizzazione della discarica di Grasciano 2 che consentirebbe l’autosufficienza nello smaltimento per tutti i Comuni dell’ATO”.

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