ASCOLI PICENO – Mettete insieme un comico trasformista famoso in tutto il mondo, una grande passione per il grande schermo e la grande maestria di costumisti e scenografi. Aggiungete un pizzico di magia e doti di abilità non comuni: ecco a voi lo show di Arturo Brachetti, l’artista torinese che nella serate di martedi 18 e mercoledi 19 ottobre ha sbalordito il pubblico del Ventidio Basso.

Lo spettacolo ha inaugurato con un sold out di entrambe le date, il cartellone del Teatro Sistina per la programmazione picena, e ha confermato e premiato il connubio con il famoso teatro romano e le volontà dell’assessorato alla Cultura e dell’amministrazione, di trasformare Ascoli in una città ricca di fermento culturale.

Il pubblico è stato letteralmente trasportato per novanta minuti in un sorprendente viaggio nell’universo del cinema, con trasformazioni e scenografie suggestive, che hanno ripercorso in lungo e largo pezzi storici dei film con divertenti performance che ironizzano su horror come L’esorcista , dove Brachetti, è prima nei panni di un surreale Padre Damien, poi in quelli di Nosferatu, e immediatamente dopo è il mostro di Halloween che fa a pezzi Linda Blair indemoniata con una motosega, il tutto condito da tavolini che volano e fantasmi.

Decisamente più intimisti, ma altrettanto stupefacenti, il numero di ombre cinesi, e uno spettacolare amarcord delle più celebri immagini felliniane, mentre la seconda parte dello spettacolo è stata quasi interamente dedicata al culto della grande Hollywood: sul palco, tra giochi di luce e proiezioni, è un via vai di Grace Kelly, Charlie Chaplin, King Kong, Shrek, Liza Minelli, Gollum, Rossella O’Hara, Jack Sparrow, Biancaneve e molti altri.

Dopo più di sessanta trasformazioni e sorprese magiche, lo show si è concluso con un’evocazione poetica, in cui l’artista ha ringraziato coralmente tutti gli oggetti e momenti divenuti memorabili grazie al loro uso nel cinema:  dalla luna di Méliès, all’urlo di Tarzan alla bicicletta di E.T., “oggetti che – come egli stesso recita – sono entrati nell’archivio mnemonico collettivo grazie al loro uso sul grande schermo”.

Durante lo spettacolo l’artista ha raccontato delle vicende che l’hanno avvicinato al mondo del trasformismo, di come la decisione familiare di iscriverlo in un collegio religioso si è rivelata fondamentale per lo sviluppo della sua vocazione teatrale. E’ proprio qui, infatti, che incontra un giovane prete, don Silvio Mantelli che, scoperte la sua vocazione e il suo talento al travestimento e ai giochi di prestigio, gli affida  le chiavi del teatrino dove, con qualche costume prestato e un paio di trucchi, l’artista inizia ad esibirsi nel suo primo numero di trasformazioni: una strega, una cantante e un uomo in frac.

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