ACQUASANTA TERME – Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza del nostro lettore Gabriele Marcozzi circa quanto accaduto lo scorso fine settimana alla “Festa dell’Autunno” ad Acquasanta Terme. Per completezza di informazione, Marcozzi è un iscritto di Rifondazione Comunista a San Benedetto del Tronto.

Capita a tutti di fare delle esperienze sconvolgenti. Io scrivo perché mi sento sconvolto e indignato.

Andiamo con ordine. Domenica pomeriggio mi sono ad Acquasanta, alla Festa d’Autunno, molto famosa nella nostra provincia, che raccoglie molte persone che vengono da varie parti dei dintorni.

Mentre passavo negli stand della festa, mi si fa incontro un gruppo di ragazzini, avranno avuto dodici, tredici anni, e mi accorgo che vanno in gruppo con dei depliant e una scatola di cartone tipo quelle che si usano per confezionare le scarpe.
Io mi incuriosisco e chiedo che cosa stessero facendo, che iniziativa fosse, e loro mi rispondono che stanno vendendo simbolicamente, tramite offerta, un depliant della festa per ottenere fondi per la loro scuola.

Allora io mi incuriosisco un po’ di più e chiedo come mai. Loro mi dicono che sono alunni della scuola di Acquasanta che comprende Medie ed Elementari e che purtroppo si trova a fronteggiare una carenza di fondi tale da non potersi permettere i gessi e il materiale primario che occorrerebbe a una scuola. La cosa mi ha fatto indignare parecchio, per non dire un’altra parola…

E’ possibile che nella nostra ormai piccola nazione non ci sia più la pari dignità in tutte le zone di esso neanche dal punto di vista del materiale didattico? Perché mai un ragazzino, cittadino di Acquasanta, non può avere gli stessi diritti di un ragazzino cittadino di San Benedetto del Tronto?
E’ mai possibile che in una provincia come la nostra si possano vedere queste cose? Ragazzini che sostanzialmente chiedono l’elemosina per la loro scuola?

Ma in che diavolo di paese vivo mi dico io, se si tagliano a tal punto i fondi alle scuole pubbliche e poi li si regalano a quelle private, che si spendono 65 milioni di euro al mese per la guerra in Afghanistan e non si dà un euro per la scuola elementare e media.

Una volta, gli esperti americani della più prestigiose scuole private americane, venivano a studiare il sistema scolastico pubblico italiano elementare e medio, considerato un’eccellenza a livello mondiale, ora forse potrebbero organizzare una raccolta fondi per darci una mano come succede nel sud del mondo! Mi rammarica che questo succede in Africa e in Sud America, figuriamoci nel mio paese.

Questa cosa mi ha davvero turbato e non so fino a quando colpisca quelli che sarebbero i nostri amministratori. L’indifferenza della gente è troppo alta e permette che accadano queste cose, perché a dire a quei ragazzi se erano incazzati e se per caso sapessero che quelle cose dovevano essere loro garantite di diritto sono stato io, ma ho percepito in loro un leggero senso di imbarazzo. Tutto questo non è giusto, prego di verificare a chi di dovere se veramente ci sono, nella nostra provincia, delle situazioni scolastiche di disuguaglianza di questa gravità, non possiamo permetterci di avere concittadini di serie A e concittadini di serie B.
Prego i nostri rappresentanti politici di controllare e agire.

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