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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Nazionale Italiana di Ginnastica Artistica raggiunge una vetta storica, con un settimo posto che le consente di vedere positivamente l’appuntamento dell’anno prossimo, in Giappone, dove si decideranno i partecipanti per le Olimpiadi di Londra 2012. Tra le Azzurre ecco Jessica Helene Mattoni, sambenedettese: era dai tempi dei fratelli Carminucci che non accadeva che un sambenedettese approdasse in Nazionale. Di seguito il comunicato della Federginnastica dove si evince il ruolo molto importante di Jessica, alla quale la redazione di Riviera Oggi fa i migliori auguri.

In alto i calici, l’Italia può brindare! Al termine di una lunghissima, estenuante due giorni di qualificazione, con 12 gironi e 34 Paesi in lizza, le azzurre Vanessa Ferrari (C.S. Esercito), Lia Parolari (Estate’83 Lograto), Elisabetta Preziosa (Lissonese), Eleonora Rando (Romana), Serena Licchetta (S.G. La Rosa Brindisi) e Jessica Helene Mattoni (World Sporting Academy San Benedetto del Tronto) sono riuscite ad entrare tra le migliori otto della finale a Squadre, in programma mercoledì 20 ottobre (diretta su Rai Sport 1 dalle 17 alle 19, con la telecronaca di Andrea Fusco e il commento tecnico di Carmine Luppino e Jury Chechi).

Con il totale di 219.179 (VO 54.532 – PA 54.065 – TR 55.291 – CL 55.191) la formazione allenata da Claudia Ferrè, Luigi Piliego, Vincenziana Manenti ed Enrico Casella stacca il settimo biglietto, alle spalle di Russia (234.521), Cina (233.778), Stati Uniti (233.643), Romania (228.495), Gran Bretagna (224.921), Australia (224.785) e davanti al Giappone (218.895). Fuori le padrone di casa dell’Olanda, none con 217.286.

L’importanza di questo risultato, maturato al termine di un’attenta preparazione estiva nei collegiali federali, si evince dal fatto che l’anno venturo, a Tokyo, un piazzamento del genere aprirebbe le porte dei Giochi Olimpici. Le migliori otto in Giappone andranno, infatti, direttamente a Londra, mentre per i rimanenti 4 posti si dovrà attendere, in base al nuovo regolamento, il test event del gennaio 2012. Neppure nel 2006, ad Aarhus, trainata da una Vanessa Ferrari regina dell’All-around individuale, il team italiano era riuscito a centrare il Concorso per Nazioni. Allora, come oggi, inserita nel primo gruppo, costretta a partire alle 9 del mattino, l’Italdonne chiuse in nona posizione, eguagliando il piazzamento di Tianjin 1999.

Eppure, nel frattempo, Super Vany si presentava al Mondo con un secondo posto alle spalle della Memel, pronta a mettere la fatidica “freccia” nella successiva sfida sui quattro attrezzi. Da quell’impresa sfiorata il tecnico Fulvio Vailati costruirà, insieme al lo staff di allora, il successivo miracolo, un quarto posto ai mondiali di Stoccarda, che non sarà storico solo per un lontano precedente, ovvero il bronzo conquistato a Basilea nell’edizione del 1950 dalla squadra allenata da Giulio Lay e composta dal quartetto Bianchi – Macchini – Micheli – Monlani. Dunque, in una rassegna che permetteva a 24 Federazioni di ritrovarsi l’anno venturo sulle pedane del Sol Levante, la nostra scuola di Artistica continua a recitare un ruolo da protagonista, precedendo Paesi di lunga tradizione ginnastica come il Brasile, la Francia, l’Ucraina, il Canada, la Germania, la Spagna e la stessa Olanda, costretta a guardare, nonostante il fattore campo.

Le sei ginnaste azzurre prenotano così la rassegna giapponese (8-16 ottobre 2011) entrando dalla porta principale, grazie ad una mix di esperienza e di talento, ma soprattutto ad un gruppo coeso, determinato e ben allenato. Un gruppo che ha trovato nel coraggio della debuttante Jessica Mattoni, apripista alla trave e al corpo libero, e nella fermezza di Eleonora Rando gli appoggi per lanciare a rete le proprie specialiste: la chioccia Parolari, la diva Ferrari, la professoressa Preziosa e il folletto Licchetta. A livello individuale portiamo in finale le interpreti più complete: il caporal maggiore Vanessa – 7° al corpo libero con 14.458 ed 11° nell’all-around con il totale di 56.124 – e la campionessa assoluta di Ancona, la dolce Elisabetta, che, malgrado l’ingresso tra le 24 con 54.590 (23ª), recrimina per una finale alla trave persa di un soffio. Da domani i riflettori si spostano sui maschi, con le prime 5 suddivisioni. Martedì, nella penultima, esordiranno Morandi e compagni, desiderosi di rispondere, a modo loro, all’exploit delle ragazze.

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