SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito pubblichiamo una testimonianza autorevole (viene da un medico cardiologo, Benedetto Labanti, che è anche rappresentante sindacale per la Cisl) sulle condizioni e sulle politiche di gestione dell’ospedale civile “Madonna del Soccorso”, soprattutto in riferimento al tanto dibattuto modello organizzativo della Area Vasta. Un modo per “spalmare” servizi sanitari e risorse professionali fra i due poli ospedalieri della sanità pubblica picena, il “Mazzoni” di Ascoli e il “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, perchè in tempi di “vacche magre” ci viene ripetuto che il cittadino non può più contare su due ospedali a 30 km di distanza, ciascuno dotato dei migliori e più diversi servizi. In tempi di “vacche magre”, ci si deve accontentare – predica la Regione da anni – di un unico polo ospedaliero “distribuito” fra due strutture, con servizi complementari e una maggiore mobilità dei pazienti da Ascoli a San Benedetto, o viceversa.
Dalla lettera che pubblichiamo di seguito, pare tuttavia che ci siano anche degli intoppi in questo modello di organizzazione. Labanti, confermando le opinioni del segretario generale provinciale della Cisl Funzione Pubblica, racconta quanto segue:

“Nell’ultimo mese e mezzo cinque pazienti che necessitavano di impianto di pace maker sono stati inviati all’Ospedale di Ascoli Piceno. Dopo aver collaborato responsabilmente per l’apertura della Emodinamica ad Ascoli, ci troviamo di fronte ad un altra probabile “amputazione” di un servizio importante e vitale quale la sala operatoria di Cardiologia. Riscontriamo infatti l’impossibilità di regolarizzare turni di sala operatoria per assenza di una fattiva programmazione del Reparto di Cardiologia. Seguendo una filosofia di area vasta non regolamentata e caotica, tutta o quasi l’attività impiantistica chirurgica cardiologica si sta trasferendo verso l’ospedale provinciale mentre la qualità dei pazienti ricoverati in Cardiologia si avvicina sempre più a quelli di una lungodegenza”.

“In ambulanza salgono pazienti compromessi con blocchi cardiaci che necessiterebbero di intervento urgente. Si continua ad ignorare il bacino di utenza della Zona 12, la sua strategica posizione. Ad oggi la famosa attività di Area Vasta si è concretizzata in un’assenza totale di quella “pari dignità” tanto sbandierata mentre l’Ospedale Madonna del Soccorso ha imboccato una china discendente che richiederà solo tanti e qualificati autisti di Ambulanza. La Cisl Medici non potrà continuare ad accettare supinamente “razionalizzazioni” che penalizzano aree sanitarie, anche dell’emergenza, già fin troppo impoverite. Il sindacato che rappresento sosterrà le esigenze reali dell’utenza opponendosi con tutti i mezzi democratici in suo possesso per difendere sacrosanti diritti del paziente e la dignità del lavoro dei professionisti della Zona territoriale 12″.

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