ASCOLI PICENO –  Sono forti e meritano un approfondimento le parole dell’architetto Quartieri, relatore del convegno promosso in occasione della presentazione del neonato (Cep), svoltosi nei giorni scorsi presso la Sala dei Savi di Palazzo dei Capitani di Ascoli.

Il professionista romagnolo ha spiegato così la sua idea di riqualificazione delle aree urbane: «Il Prg così come è comunemente strutturato e applicato non è uno strumento insostituibile e irrinunciabile ma solo un metodo di pianificazione, valido per certi contesti e certi luoghi ma assolutamente inadatto per altri: centri Storici, aree di risulta, aree dismesse, zone industriali medio piccole e già urbanizzate, ovvero tutte quelle realtà che si sviluppano con movimento rapido, con domande spesso nuove, per iniziative di singoli o piccoli gruppi. Servono strumenti di indirizzo facili, condivisi dagli operatori e dai cittadini, strumenti che diano spazio alla flessibilità rapida, che siano il volano per lo sviluppo e che sviluppino sinergie tra il pubblico e il privato».

«La piramide va rovesciata, – ha spiegato ancora  Quartieri – non c’è più un Prg che impone confini, ma bisogna che chi realmente vive e sviluppa la città fornisca dal basso gli indirizzi che devono guidare la normativa  verso aperture e flessibilità nuove. Questa è l’idea. Propositori possono essere i cittadini, società di scopo e di servizio come appunto il nuovo consorzio, l’università e qualsiasi soggetto che l’amministrazione può coordinare tramite tecnici aperti a questo tipo di sperimentazione».

Le considerazioni dell’architetto Quartieri sono risultate di particolare attualità per la Città di Ascoli, dove l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Guido Castelli , sta arrivando alle battute finali della stesura del Prg, di recente riaffidato all’ architetto Pierluigi Cervellati.

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