Samb in campo. Dopo il pareggio con la Santegidiese (poteva essere benissimo una vittoria) e la sconfitta della Civitanovese, la Samb di Palladini pima e Giudici adesso è l’unica senza sconfitte. Sono già pochissime le formazioni a vantare questo record in tutti i campionati. Forse non dice niente ma dimostra che la squadra è solida e che nessuna avversaria l’ha finora messa sotto neanche sul piano del gioco. Positiva anche l’interpretazione della critica che ha ben individuato i punti deboli che risiedono nei centrali difensivi e nell’inesperienza del portiere: non conosco il valore del nuovo acquisto ma personalmente credo molto in Chessari e punterei decisamente sulla sua bravura ed esperienza, trovando soluzioni diverse per il problema under.

Samb sugli spalti. Forse mi sbaglio ma qualcosa non va tra la tifoseria rossoblu più giovane ma anche più appassionata. La mia domanda è molto semplice: perché non capiscono che certi comportamenti (mortaretti, oggetti in campo ecc.) sono deleteri per la loro squadra del cuore e non aiutano il progetto di rinascita. Mentre sarebbero molto più producenti se incitassero a gran voce i ragazzi in campo o li criticassero sempre a gran voce anche con cori poco simpatici, quando le circostanze lo ritenessero necessario.

Così fan i veri tifosi in tutto il mondo, gli altri vengono giustamente definiti facinorosi. Se ci sono anche tra i nostri ultras, quelli che tra loro possono considerarsi veri tifosi (sicuramente la grande maggioranza) devono isolarli o ricondurli sulla strada giusta. Al di là di questa possibile ipotesi ce n’è un’altra sicuramente peggiore.

Quella di chi vede tra la tisoseria più calda alcuni infiltrati intenzionati a destabilizzare la gestione Spina-Bartolomei che sembrava (sembra) aver ridato nuova linfa e unità d’intenti verso un futuro più vicino ai vecchi tempi che a quelli più recenti. Se c’è qualcosa di vero, ci piacerebbe che, se qualcuno dissente con l’attuale dirigenza, lo facesse a viso aperto con le dovute e necessarie motivazioni che non mancheremmo di rendere pubbliche. Un modo diverso di contestare non farebbe altro che riportarci nel solito buio senza futuro.

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