GROTTAMMARE – Di seguito pubblichiamo un passo di un intervento dello storico e poeta grottammarese Mario Petrelli, che pubblicheremo integralmente sul prossimo numero del settimanale Riviera Oggi, in edicola il martedì, relativamente alla ricorrenza del 150° anniversario della venuta di Re Vittorio Emanuele II a Grottammare, dove ricevette, a Palazzo Laureati, la delegazione Partenopea che, di fatto, consentì l’annessione del Regno di Napoli al nascituro Regno d’Italia.

Noi vorremmo proprio tanto invitare i cosiddetti “blasonati storici” che escono solo all’imbrunire, cioè quando gli eventi sono già scoccati e, rievocare inloco le vicende del Re Galantuomo di quei giorni con al suo seguito grandi ufficiali dell’Esercito Piemontese al comando del famoso generale Cialdini, con quarantamila uomini, duemila cavalli, duecento cannoni, quattro fanfare musicali, tutti bene allocati con tende e vettovagliamento nelle amene circostanti colline di Grottammare a far festa per la primogenitura dell’Unità d’Italia con noi, davvero rammaricati, che da oltre centocinquanta anni ancora nei libri di testo scolastici non risulta quel dato dove i pseudo-storici avrebbero dovuto culturalmente dire come andarono i fatti, riconoscendo a Grottammare, anziché titoli che non merita, titoli da indurre a sapere come accaddero gli eventi storici.

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