SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fine di una lunga storia, le cui polemiche sono andate avanti fino a poche settimane fa. Il parcheggio sopra al torrente Albula, adiacente all’ospedale civile, torna all’azienda sanitaria stessa.
Il sindaco Giovanni Gaspari e l’assessore alla viabilità Settimio Capriotti hanno incontrato martedì pomeriggio in Municipio i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl del personale ospedaliero, Fioravanti e Massari. In discussione i temi degli investimenti sanitari sul nosocomio sambenedettese e la questione dell’utilizzo del parcheggio sopra l’alveo del torrente Albula.

“Ho comunicato ai rappresentanti sindacali – ha detto al termine del colloquio il Sindaco – che, come da impegni presi con l’ex direttore Petrone e ribaditi con l’attuale direttore dottor Antonio Maria Novelli, il parcheggio realizzato sopra il torrente, di proprietà del demanio fluviale e dato in concessione a suo tempo all’azienda ospedaliera, tornerà ad essere a disposizione del personale e delle esigenze della sanità locale. Per l’esattezza, dal 3 novembre cesserà la gestione del Comune tramite la Multiservizi”.

“Nell’intesa è previsto che il Comune si riservi una fascia di quella superficie per consentire il passaggio della pista ciclabile lungo via Manara il cui progetto è in fase avanzata di realizzazione – ha aggiunto l’assessore Capriotti – nell’ambito di quei lavori procederemo anche ad un allargamento della corsia di disimpegno per le auto che da via Manara devono svoltare sulla Statale verso sud e che oggi restano spesso imbottigliate dal traffico fermo al semaforo. Sempre nell’intesa raggiunta con la zona territoriale Asur, è prevista la possibilità che il Comune destini un’ulteriore porzione del parcheggio alla realizzazione di una rotatoria che elimini l’impianto semaforico”.

Soddisfazione è stata espressa dai due rappresentanti sindacali: “E’ giunto a conclusione un iter lungo e complesso – hanno detto gli esponenti di Cgil e Cisl – e si risolve uno dei problemi maggiormente avvertiti dal personale che deve recarsi al lavoro in una zona praticamente senza soluzioni alternative per la sosta”.

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