SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Elezioni comunali: se nel centrodestra tutto ancora tace (fra “granelli di sabbia” e “cose più importanti a cui pensare”), se le liste civiche sono in subbuglio ma ancora devono trovare la loro sintesi (e un candidato sindaco unitario), dalle parti del sindaco uscente la strada delle primarie di coalizione pare essere ancora la prescelta. Giovanni Gaspari le vuole, anzi, le pretende per avere una ricandidatura definita, senza rimorsi e mal di pancia; Verdi e Italia dei Valori sono disposte a presentare propri candidati sindaci per la sfida con Gaspari. Vinceranno? Più improbabile che probabile, ma avranno sicuramente visibilità politica per loro, ne daranno di ulteriore ai propri partiti, potrebbero sperare in incarichi di rilievo in una eventuale giunta Gaspari-bis.

I socialisti, invece, si dicono contrari alle primarie, in quanto non appartengono alla loro visione politica.

L’Udc attende alla finestra, per poi stipulare un’alleanza programmatica con la coalizione all’insegna del “laboratorio Marche” già aperto con le ultime elezioni regionali. E sancito in consiglio comunale il 23 dicembre scorso con l’appoggio nei fatti dell’ex candidato sindaco (di Udc, Lega e An) Edio Costantini, pur fra le contestazioni dei suoi compagni centristi Nico e Lorenzetti.

Sinistra Ecologia e Libertà? Beh, qui la questione è più complessa, o forse è più semplice ma non è ancora definita. Forse, come vedremo fra qualche riga, la strada del referendum consultivo sulla Megavariante indetto dal consiglio comunale (invece che da una raccolta firme appoggiata dal 10% del corpo elettorale) potrebbe essere la soluzione?

Rifondazione e la sinistra radicale? Difficile che la frattura si ricomponga.

Un passo indietro: non è un mistero che i vendoliani critichino apertamente l’operato di Giovanni Gaspari sindaco, assieme al Comitato Prg a Crescita Zero (interpartitico, ci sono dentro anche esponenti di centrodestra come il finiano Giorgio De Vecchis e il centristra Giuseppe Nico) stanno raccogliendo firme per presentare un referendum consultivo che sancisca una sconfitta politica della cosidetta Megavariante. Il quesito referendario da loro proposto, e la pubblicistica dei volantini e dei manifesti, vede assolutamente contrariato il sindaco Gaspari, che giudica “discutibili” i presupposti della campagna. Il primo cittadino è tornato a ribadirlo martedì mattina, in un breve incontro con la stampa precedente al consiglio comunale di martedì sera e alla sua partenza per Mar del Plata, terra d’argentina e di emigrati sambenedettesi, città gemellata.”I messaggi di Sel dicono che cementificheremo le aree verdi, e non è vero. Dicono che la nuova piscina comunale che richiederemo ai privati sia inutile, e non è vero perchè l’attuale piscina è vetusta e deve raccogliere centinaia di frequentatori quotidiani. Dicono che la sottostazione di via Lombroso e i tralicci di via Bianchi siano innocui, e vorrei ben sapere in base a quale dato o quale studio lo dicono”. Su questo ultimo punto, va detto che uno studio dell’Arpam reso pubblico nel dicembre scorso rileva emissioni elettromagnetiche nella norma in quella zona. Anche se d’altra parte ci sono proteste annose dei residenti che lamentano anche una casistica tumorale nella zona più alta della norma.

Comunque, i moduli per la raccolta delle firme preliminari all’indizione del referendum non sono stati vidimati dal sindaco, proprio in quanto Gaspari non è concorde con la forma del quesito. Sono stati vidimati dalla cancelleria del tribunale, intanto la raccolta firme va avanti fra reciproche accuse di muoversi al limite della legittimità.

Ma un recente incontro fra Sel e i capigruppo dei partiti della maggioranza pare abbia dato spiragli di positività. Come? Non è dato saperlo, vige un riserbo che forse prelude a consultazioni e battaglie dialettiche interne. Anche se ragionando sulle norme che regolano i referendum comunali si potrebbero ipotizzare due vie. La prima, una raccolta firme con un quesito modificato, meno “polemico” e antiGaspari. La seconda via possibile è l’indizione del referendum su decisione del Consiglio Comunale su richiesta della maggioranza assoluta dei suoi componenti (come prevede l’articolo 28 dello Statuto comunale, clicca qui per leggerlo).

Sel potrebbe così avere una legittimazione della sua contrarietà alla Megavariante “dall’interno” di una coalizione elettorale, il Pd da parte sua avrebbe l’appoggio di Sel che secondo i sondaggi nazionali un buon 4-5% di voti potrebbe anche portarli. Almeno in teoria.

Ci sono due controindicazioni a questo ragionamento. La prima è che non c’è solo Sel contro la Megavariante. C’è anche un Comitato Prg a crescita zero che pare proprio fregarsene di dialettiche politiche, alchimie e alleanze. Loro la Megavariante non la vogliono e basta.

La seconda è che il referendum è, per l’appunto, consultivo. Non può bloccare nulla. Può essere un gesto politico. Ma la politica è fatta di sfumature.

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