SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A partire dalla denuncia della signora Gisella Bernardelli, una turista milanese multata da due vigilesse lo scorso 28 agosto perché, nonostante il guinzaglio, la museruola, il microchip e i sacchetti, s’era arrischiata di camminare per un breve tratto nella Riserva Naturale della Sentina (la signora, in realtà, si lamenta del trattamento brusco delle due vigilesse), abbiamo scoperto alcuni aspetti comici dell’affaire “cani alla Sentina”.

Il primo, documentato, è che persone come la signora Gisella rischiano di essere multate, mentre d’estate i cavalli galoppano liberamente sulla spiaggia o in mare (dove la balneazione è vietata agli animali), nudisti passeggiano beati sulla riva.

Poi, leggendo il regolamento comunale, ecco che, effettivamente, si scopre che è fatto divieto entrare con un cane nei 180 ettari della Riserva Naturale, pur se con museruola, guinzaglio eccetera eccetera. Un’assurdità? Può darsi, ma le regole son regole e vanno rispettate.

L’ignoranza della legge, è vero, non scusa: ma è anche vero che sarebbe il caso di aiutare il cittadino a capire se e come sta commettendo una infrazione. Siamo così andati all’ingresso della Riserva Naturale, per verificare se esistessero segnalazioni in merito a quanto descritto nel Regolamento per la Tutela e il Benessere degli Animali del Comune di San Benedetto, all’articolo 29 (Accesso ad aree pubbliche) commi 4 e 5. Invece, come documentato dalla nostra fotogallery, nessun segnale – ad eccezione del divieto di accesso ai mezzi motorizzati (esclusi residenti e autorizzati). Anzi: nelle bacheche esposte per illustrare le qualità della Sentina, ecco che si leggono ben sei divieti: divieto di accendere fuochi (e ci mancherebbe!); divieto di accedere con mezzi a motore; divieto di caccia; divieto di gettare rifiuti a terra; divieto di danneggiare la flora; divieto di disturbare la fauna.

A questo punto, regolamento comunale in mano, pensiamo di essere distratti, e cerchiamo meglio qualcosa che faccia capire, all’ignoto passante o anche all’occasionale turista, che lì, i cani, proprio non ce li vogliono. Fortunatamente non incontriamo le Guardie Ecologiche Volontarie: alla signora Bernardelli, e un anno fa ad un cronista di RivieraOggi.it, garantirono che il cane poteva entrare purché tenuto al guinzaglio.

Ci accontentiamo, allora, di un cartello in cui è scritto: “Comune di San Benedetto del Tronto: è vietato l’abbandono o lo scarico di rifiuti (art. 9 Dpr 915/82). I trasgressori saranno puniti ai sensi di legge”. In un cartello, laterale rispetto all’ingresso, ecco che finalmente compare, tra gli altri, la sagoma di un cane con divieto.

Più in là, infine, l’ultima sorpresa: in un cartello illustrativo della Riserva Naturale appaiono, disegnate, delle sagome di un uomo intento a praticare jogging e di un altro che va spensierato in bicicletta. Tra di loro, inconfondibile, un piccolo cane, forse un bassotto, che se la spassa beato nella natura.
Per la serie: i cani qui sono i benvenuti. Ma attenti che, se vi becca qualcuno con la luna storta, vi tocca pagare 50 euro di multa.

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