Da Espresso Rossoblu N. 1076

Centobuchi di Monteprandone – Ai tempi della serie B, con Angelo Domenghini in panchina, nacque uno slogan che si rivelò fortunato per il suo primo campionato rossoblu da mister, recitava “Messicano portaci lontano”, in ricordo del mondiale messicano nel quale fu protagonista, vedi lo storico 4-3 alla Germania del 1970 nello stadio Atzeca di Città del Messico. Dopo la gara odierna, seppur in una categoria “non nostra”  potrebbe nascerne uno simile, stavolta legato al cognome del giocatore ex Napoli e Salernitana. Da qui il titolo in alto in onore della bella vittoria odierna.
Di Vicino è entrato nel momento più importante della gara che con lui in campo ha subito cambiato indirizzo. Non certamente per il suo agonismo o per la sua forza fisica né per la doppietta su rigore. Ma perché i due penalty sono stati frutto di invenzioni da giocatore di serie ben superiori, la prima con un passaggio “al bacio” a Zazzetta circondato da avversari, l’altro con stop e finta di altri tempi che hanno dato il via all’azione culminata con il mani evidente in area di Lusi, lo stesso che poco prima aveva atterrato platealmente Zazzetta. Insomma si è visto chiaramente che piedi e cervello ci sono, per le gambe e i polmoni manca un po’ di tempo ma, se la sua condizione diverrà accettabile, il forte treqquartista potrebbe recuperare il tempo perduto diventando l’alfiere della rinascità rossoblu. Glielo auguriamo (egoisticamente) di cuore.
Non è stata una vittoria facile nonostante che il Luco non fosse composto da giocatori paragonabili a quelli rossoblu. Il loro tecnico ha infatti adottato una tattica che dà sempre fastidio alle grandi perché non ha ordinato alla sua squadra il catenaccio ma di pressare i nostri in ogni angolo del campo per non farli ragionare; la prova è che ne ha risentito più di tutti Oresti che, tra quelli in mezzo, ha i piedi migliori. Un po’ meno Ogliari che le caratteristiche di lottatore le ha innate. Il capitano è uscito prima del fischio finale ma stremato per lo sforzo prodotto.

Non tutto però è filato liscio né è possibile nascondere che la coppia dei due difensori non è ben assortita, i difetti di entrambi (gli stessi) portano ad una carenza della quale basta un attaccante tecnico e rapido per metterli in difficoltà. Una soluzione va trovata senza che uno dei due ce ne voglia. Siamo infatti abituati da sempre a mettere la Samb davanti a tutto. Mengo e Pulcini hanno esperienza ma non l’hanno usata in una circostanza per impedire all’ingenuo Lima di farsi ammonire. Capita.
Con la Santegidiese, sabato prossimo a Teramo, la prova del fuoco per capire meglio le reali possibilità della formazione allestita dal diesse Spadoni.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 517 volte, 1 oggi)