ASCOLI PICENO – Ce lo dice il Procuratore capo di Ascoli, Michele Renzo: “Siamo ancora indietro”. Intervenuto al convegno del 2 ottobre organizzato dall’associazione nazionale stampa online su come l’informazione stia cambiando pelle, il magistrato ascolano ci racconta di come sia stata evidente la trasformazione nelle Procure sul finire degli anni novanta grazie all’informatizzazione. Una accelerazione decisiva allorquando il computer è entrato negli uffici per volere dell’amministrazione centrale e quando è stato messo al servizio delle investigazioni.

“Forse la giustizia è uno dei comparti più indietro rispetto al tasso generale di informatizzazione della pubblica amministrazione” dice il dottor Renzo. “C’e’ ancora molto da fare, sia dal punto di vista della comunicazione pubblica, cioè di ciò che facciamo, sia a livello di erogazione di servizi. C’è spazio per un’ulteriore digitalizzazione.”

E nei confronti dei cittadini?

“Il futuro ci deve vedere impegnati in un dialogo anche su queste nuove autostrade informatiche con i cittadini per l’erogazione di servizi che si pongono ovviamente in un contesto non antagonistico. Questi servizi possono essere favoriti dalle nuove tecnologie.”

Sembra di capire che sia ancora tutto da realizzare.

“Non proprio, poiché in tutta l’amministrazione c’è una perfetta coscienza del traguardo e questo fatto costituisce un buon 30% del lavoro. Il resto sono risorse, progettualità in seno alla società intesa come entità più complessa.”

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