SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Siamo solo all’inizio, bellezze: divisioni, fusioni, scissioni, ammiccamenti, ingelosimenti, accorpamenti. Liste civiche, partitiche, della società civile. Si balla, da qui a primavera, il valzer delle Elezioni Comunali Sambenedettesi. E ognuno ha il suo giro, prima di quello finale.

Per ora a dominare la scena, in attesa che le liste civiche escano allo scoperto e che il centrodestra diventi meno Ceroni-dipendente (il responsabile del Pdl, parole sue, ha altro di cui occuparsi per ora, altro che San Benedetto), è l’ala sinistra della politica cittadina.

Con quei ragazzacci di Sel che hanno messo i piedi nella marmellata della MegaVariante gaspariana e che hanno avviato il Comitato Prg a Crescita Zero (ne riparliamo in fondo all’articolo), raccolto 600 firme in sei giorni e puntato a raccoglierne quattro mila in sei mesi, quelle necessarie per far esprimere i sambenedettesi con un referendum sulla politica urbanistica cittadina. Col rischio che il popolo bocci, poco prima delle elezioni, quel che rimane del fu Piano Regolatore Generale promesso da Gaspari fin dal 2006, e poi ammainato tra burocratismi di vario genere.

Allora: dopo che la richiesta di incontro con il Pd e gli alleati, avanzata da Sinistra Ecologia e Libertà, era stata inizialmente respinta, mercoledì sera c’è stata, come riferisce Giorgio Mancini di Sel, “la riunione interpartitica tra noi e i capigruppo dei partiti della maggioranza“.

Bocce ferme, o in impercettibile movimento: Sel critica la MegaVariante, gli altri ne difendono i contenuti. Fin qui il resoconto di Mancini: “Siamo giunti ad una conclusione, e se entro dieci giorni otterremo una risposta positiva, allora le cose potrebbero cambiare”. Risposta positiva su che, chiediamo? Mancini non parla, dice che è questione di giorni.
Proviamo, perciò, ad ipotizzare (se sbagliamo, che ci correggano): Sel avrebbe chiesto alla maggioranza di aprire sul referendum, farne un momento di discussione popolare, delegare ai cittadini le scelte sulla politica urbanistica. Senza uno scontro lacrime e sangue, perché, a quel punto, Sel potrebbe rientrare nel centrosinistra, trascinando con sè Rifondazione Comunista (il consigliere Primavera s’è fatto sentire) e associazioni e ricordando che anche nel centrodestra ci sono molti esponenti favorevoli al referendum (De Vecchis di Fli), cosa che riproporrebbe anche in campo avverso le stesse divisioni che si avrebbero nel centrosinistra.

“Se la risposta alla nostra istanza sarà positiva – continua Mancini – allora le cose potrebbero cambiare. Primavera stia tranquillo, noi non stiamo scaricando Rifondazione, ma sia chiaro che siamo due partiti diversi e non lo stesso”.

Cerchiamo di sbottonare l’abbottonato Mancini: avete espresso giudizi negativi sul sindaco Gaspari, accettereste di sostenerlo? “Il nostro giudizio sull’operato di Gaspari è negativo“, afferma, e aggiunge: “Se poi il Pd vorrà aprire con noi e con altri un discorso programmatico diverso, allora lo faremo, certamente allargando l’attuale maggioranza a sinistra e non facendo pasticci come in Regione”.

Mancini poi precisa alcune considerazioni riguardo il Comitato Prg a Crescita Zero: “Come dice Gambini, è vero che noi lo abbiamo costituito e lanciato, però abbiamo volutamente deciso di fare un passo indietro perché purtroppo anche la stampa ha contribuito a identificare il Comitato con Sel, cosa non vera, tanto che ci sono tante persone di altri partiti e con orientamenti politici diversi, o senza tessere di partito”.

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