SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come una moglie tradita che chiede conto al marito proprie scappatelle. Daniele Primavera è “sorpreso e dispiaciuto” per l’atteggiamento di Sinistra Ecologia e Libertà, che nei giorni scorsi ha ufficialmente avviato il tavolo delle trattative con la maggioranza comunale in merito alla vicenda della MegaVariante: “Hanno deciso di prestarsi a questa chiara operazione di isolamento lanciata ai danni di Rifondazione Comunista”.

Polemiche legate ad un vecchio veto che a detta del consigliere comunale il Partito Democratico, assieme alla coalizione tutta, avrebbe messo in moto in vista delle prossime elezioni comunali.

“Non siamo stati convocati – prosegue Primavera – noi non ci saremmo mai comportati in questo modo al posto di Sel. Neanche ci saremmo incontrati con chi aveva posto un divieto nei loro confronti”.

Esternazioni che tuttavia non corrispondono pienamente alle dichiarazioni rilasciate giovedì a Riviera Oggi da Felice Gregori: “Parleremo pure con Rifondazione – aveva annunciato il segretario comunale del Pd – non chiudiamo le porte a nessuno e ragioneremo esclusivamente su una base programmatica da condividere”. Anche se, nei fatti, l’incontro con Rifondazione (per ora) non è avvenuto.

MEGA VARIANTE Primavera torna infine a stuzzicare l’amministrazione Gaspari sulla Variante, contestando il ritorno alle origini del perimetro e dei confini del maxi-progetto. “Si è tornati al punto di partenza, ossia considerando l’area compresa tra la A14 e il mare. Così facendo sono stati smentiti gli pseudo-ambientalisti Canducci e Lazzari, che avevano rivendicato l’ottenimento di un risultato differente dai primi propositi. Ciò dimostra come il piano con i suoi metri cubi di cemento sia un vivo pericolo per la città”.

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