MONTEPRANDONE – Colpo di scena nella vicenda che vede implicato l’imprenditore monteprandonese Giulio De Angelis, sotto accusa per aver costretto tre sue dipendenti a presunti rapporti sessuali minacciandole, in caso di rifiuto, di ritorsioni a loro ed ai loro familiari impiegati nella ditta. Processo ancora in corso, tra l’altro.

Nel pomeriggio di giovedi i Carabinieri del Comando di San Benedetto diretto dal Capitano Giancarlo Vaccarini, in collaborazione con quelli di Ascoli, hanno disposto l’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere ai danni di alcune persone che secondo l’accusa avrebbero cercato di intimidire un testimone del processo per abusi sessuali, bruciandogli l’auto, pestandolo fino a fargli riportare una prognosi di novanta giorni.

L’Autorità Giudiziaria ha ritenuto che l’imprenditore abbia assoldato tre persone di origini siciliane per fare pressione su uno degli impiegati della ditta, appunto il testimone al processo. Arrestato giovedì pomeriggio l’imprenditore, sono finiti in carcere anche Marco Valentini, 53 anni di Ascoli, che avrebbe rappresentato l’intermediazione con i siciliani. E poi Filippo Riggio, 31 anni, attualmente agli arresti domiciliari a San Benedetto per altre vicende; e ancora Gaetano Abaco, collaboratore di giustizia che si trova detenuto nel carcere di Sulmona; e infine Nicola Maria Bella, 36 anni, anche lui siciliano, già detenuto ad Ancona con l’accusa di aver fatto parte di una banda malavitosa che avrebbe chiesto il pizzo a vari locali e night club sulla costa adriatica.

I particolari dell’Operazione dei Carabinieri denominata “Tormentone” a breve.

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