NAPOLI – Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano “Il Giornale”, e il suo vice, Nicola Porro, sono indagati dalla procura di Napoli per “concorso in violenza privata” nei confronti del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Sono in corso, sempre su ordine della procura, delle perquisizioni nella sede milanese de “Il Giornale” e nelle abitazioni di Sallusti e Porro.

I decreti di perquisizione eseguiti dai carabinieri sono stati emessi dai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock e vistati dal procuratore Giovandomenico Lepore.

Secondo le prime notizie, Sallusti e Porro sarebbero stati intercettati e, in base a quanto scrive Repubblica.it, e perquisizioni si inquadrano come sviluppi di una indagine napoletana “su altri fatti” dalla quale sono emersi elementi tali da rendere necessari “approfondimenti in via d’urgenza” su una possibile attività di dossieraggio ai danni di Emma Marcegaglia, affinché correggesse alcune sue dichiarazioni recenti, non troppo positive nei confronti del governo Berlusconi (proprietario del Giornale).

COSA HA DETTO MARCEGAGLIA Il 5 ottobre è stata ascoltata come “persona informata dei fatti” dai Pm napoletani. Nel decreto di perquisizione è riportato un passaggio della sua testimonianza, abbastanza inquietante: “Dopo il racconto che Arpisella mi feceho sicuramente percepito ‘l’avvertimento’ come un rischio reale e concreto per la mia persona e per la mia immagine. Tanto reale e concreto che effettivamente ci mettemmo, anzi mi misi personalmente, in contatto con Confalonieri. Il Giornale e il suo giornalista  hanno tentato di costringermi a cambiare il mio atteggiamento nei confronti del Giornale stesso concedendo interviste che, per la verità, io sul Giornale almeno recentemente non avevo fatto… Non mi era mai capitata una cosa simile, che un quotidiano ovvero qualsivoglia altro giornale tentasse di coartare la mia volontà con queste modalità per ottenere un’intervista, ovvero in conseguenza di dichiarazioni precedentemente rilasciate”

LE PRIME REAZIONI Vittorio Feltri, fino a poco fa direttore del Giornale ed ora direttore editoriale, ha dichiarato a Skytg24 che si tratta di una “sciocchezza”. Il capogruppo alla Camera del Pdl Cicchitto ironizza: “La procura napoletana sta dando il suo contributo alla libertà di stampa”.

Franco Siddi, segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa, l’episodio “suscita grave inquietudine. Non vorremmo che gli interventi in atto assumessero i caratteri del controllo preventivo sulla stampa”.

L’AVVISAGLIA Nei giorni scorsi Sallusti aveva scritto di essere a conoscenza che due procure italiane, una al Sud e una al Nord, tenevano sotto controllo i telefoni del Giornale e di alcuni giornalisti.

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