MARTINSICURO – Due anni trascorsi dal termine dei lavori, un bando per l’assegnazione dei locali andato deserto e zero prospettive di vedere inaugurato a breve il Centro polifunzionale per la piccola pesca. Se la matematica non è un’opinione, ad essere invece discutibile è la sorte ancora incerta della struttura costruita sul porticciolo di Martinsicuro, che torna ad alimentare il fuoco delle polemiche tra marineria ed amministrazione comunale, ormai in scontro aperto.

Dopo il primo bando di assegnazione dei box, a cui i pescatori non hanno risposto per via del costo d’affitto dei singoli locali ritenuto troppo esorbitante – 480 euro annui per 12 metri quadri – il Comune aveva assicurato che si sarebbe provveduto entro l’estate a redigerne un secondo che avesse criteri rispondenti alle esigenze della categoria. Ad essere contestate, oltre al prezzo di affitto di un singolo garage, anche le spese per la gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli spazi comuni, che i pescatori ritengono debba essere invece a carico del Comune, in quanto proprietario dell’immobile.

Ma giunti ormai al mese di ottobre e con l’inverno alle porte, si è ancora in una situazione di stallo, tanto che per i pescatori si prospetta una nuova stagione di lavoro all’aperto, in condizioni precarie e al freddo.

“L’amministrazione comunale non si rende conto di quanto sia faticoso lavorare in queste condizioni – ha affermato Franca Ferreri della Martinpescatori – e quanti disagi stiano provocando i ritardi nell’assegnazione dei locali”.

Dopo la pubblicazione del primo bando a cui i pescatori avevano deciso di non rispondere, tra l’amministrazione Di Salvatore e le associazioni di categoria si erano susseguiti diversi incontri per cercare di risolvere la questione nel più breve tempo possibile: in base agli accordi, si sarebbe dovuto redigere il nuovo bando nel giro di pochi mesi e provvedere così all’inaugurazione del centro entro l’autunno. Ma ad oggi tutto è ancora fermo.

“Abbiamo cercato di avere un dialogo con l’amministrazione – prosegue la Ferreri – per giungere a soluzioni condivise, ma non siamo stati ascoltati. Ci era stato assicurato che della questione se ne sarebbe discusso al più presto sia in Giunta che nell’ultimo Consiglio comunale, ma a quanto pare non è stato così. Ora siamo davvero stufi”.

E se i tempi per l’apertura del centro polifunzionale si prospettano ancora lunghi, i pescatori pensano ad un nuovo inverno da affrontare lavorando il pesce pescato in condizioni precarie, servendosi di attrezzature improprie da utilizzare all’aperto sulla spiaggia e avendo davanti – quasi come una beffa – la visuale di un edificio che resta impassibilmente chiuso quando invece potrebbe comodamente accoglierli all’interno.

“Ci è stato imposto quest’estate di portare via l’attrezzatura dalla spiaggia – aggiunge – e non avendo i locali ancora a disposizione abbiamo dovuto sistemarla in posti lontani tra Martinsicuro e Villa Rosa, o addirittura anche in aree situate in Comuni vicini. Siamo quindi ogni volta costretti a fare la spola con auto o furgoni per andare a prendere gli attrezzi del mestiere. Non è possibile lavorare in queste condizioni”.

Dopo vari tentativi di dialogo e mediazione, la marineria è ormai in rotta con l’amministrazione Di Salvatore, colpevole a suo avviso di non aver voluto trovare una soluzione in tempi rapidi per giungere all’assegnazione dei locali.

“A questo punto ci chiediamo – ironizza la Ferreri – se quei box costruiti con i fondi europei a servizio della marineria l’amministrazione non stia pensando di destinarli a qualcun altro. Altrimenti non ci spieghiamo il motivo di continui rinvii e ritardi nell’apertura”.

I pescatori inoltre denunciano una serie di disagi con cui sono costretti a convivere da sempre, come ad esempio l’assenza dei servizi igienici, o meglio, che ci sono ma restano inutilizzati nell’edificio ancora chiuso “mentre noi siamo costretti a tornare a casa per poter andare in bagno”, oppure la scarsa manutenzione dell’area adiacente all’edificio, con l’erba cresciuta rigogliosa nei pressi della struttura che offre un’immagine di degrado e abbandono.

E, come se non bastasse, con il maltempo ci sono pure le mareggiate che mettono a rischio non solo l’incolumità delle barche ma anche delle attrezzature utilizzate quotidianamente sulla spiaggia: “Lo scorso 21 giugno – affermano – il mare grosso le ha scaraventate fin sotto le mura dell’edificio. Se avessimo avuto la possibilità di rimetterle nei garage, questo non sarebbe successo”.

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