SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Notizie incoraggianti per il Tronto, decisamente pessime per il Tesino.  Nella documentazione sullo stato di salute dei corsi d’acqua marchigiani presentato da Legambiente, Arpam e Regione Marche, si è registrata una “situazione generale in lento miglioramento” che fa sorridere a metà il territorio piceno.

I rapporti presentati hanno infatti riportato la mancata idoneità di tredici tratti che non risultano adatti alla vita dei pesci, tra cui spicca proprio il Tesino, accompagnato anche dall’Aso di Pedaso. Questi – a detta della “Relazione annuale acque superficiali 2009” di Arpa Marche, presentata dall’assessore regionale all’Ambiente, Sandro Donati – fanno parte di quelle stazioni di monitoraggio costiere che non hanno raggiunto l’obiettivo qualitativo intermedio e che entro il 2015 dovrebbero arrivare, secondo gli obiettivi prefissi, ad una condizione ambientale soddisfacente.

Parallelamente, c’è stato pure modo per illustrare gli studi compiuti da “FiumInforma Marche 2010”, la campagna di Legambiente in cui viene citata la classifica dello stato ambientale dei ventotto corsi presi in esame proprio dall’Arpam. I dati delle analisi testimoniano un progressivo degrado in corrispondenza delle foci, le cui cause vanno individuate “nell’impatto antropico che comporta, nei periodi di magra, il superamento della capacità autodepurativa dei corsi d’acqua stessi”.

Ride quindi il Tronto che nel 2009 si è attestato su un giudizio “buono-sufficiente” grazie ad una classe media – che varia da 1 (ottimo) a 5 (pessimo) – di 2,5/5; a differenza del Tesino che al contrario è costretto a fare i conti con un tragico punteggio pari a 4 su 5.

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