Da Riviera Oggi (N. 841) in edicola

Ospedale. Neurologia ultimo atto di uno smantellamento  iniziato quindici anni fa. Giovanni Gaspari non docet. Nella recente analisi fatta dal sindaco di San Benedetto del Tronto la sua conclusione è emblematica «Il nostro ospedale sta riprendendo quota».
Non riesco proprio a capire da cosa abbia tratto certe conclusioni che fanno a cazzotti con le sue prime considerazioni «Il Madonna del Soccorso non è in via di smantellamento».

La realtà, secondo me, è molto diversa, l’ospedale di San Benedetto del Tronto è oggi un grandissimo ambulatorio nel quale c’è una grandissima capacità di soddisfare la normale routine, niente di più. Anzi, qualcosa di più c’è (forse c’era) in un paio di reparti considerando che i servizi (Radiologia e Laboratorio) sono importantissimi proprio per la capacità che hanno di fare lo screening di possibili malattie, niente o poco di più.  Se in ospedale si va per guarire, i servizi sono importanti ma non decisivi (mai visto un paziente guarire con un’analisi o una radiografia!), mentre sono la cartina al tornasole di un ottimo ambulatorio, qual è appunto adesso il “Madonna del Soccorso”.
Quali sono i due reparti che io ritengo all’altezza? Per la Medicina, la Chirugia, la Geratria e la Ginecologia va bene lo stesso discorso che ho fatto per i servizi: tutti buoni ma non eccellenze, e non per colpa di chi li dirige. Le Eccellenze le vedevo (uso l’imperfetto visto il prossimo abbandono del suo primario Luigi Curatola, un ottimo professionista) nel reparto di Neurologia dove il recupero dei degenti più gravi è stato sempre fatto con grandissima professionalità, mai una lamentela.
L’altra eccellenza non è proprio un reparto ma una sezione della Fisioterapia, quella parte cioè “curata” con professionalità e un senso civico incredibili da un giovane medico che può essere ritenuto un lusso per la struttura sambenedettese. Si chiama Alfredo Fioroni e il sindaco, per motivi “famigliari”, potrebbe saperne qualcosa.
A proposito della Neurologia cito una frase sacrosanta che fa parte di una lettera aperta inviateci ieri da Gabriele Franceschini «Una struttura sempre in crescita, squadra clinico-medica di ottimo livello, conosciuta ed apprezzata anche fuori Regione. Risultati ottenuti sempre attraverso battaglie per annullare l’insulso ostracismo messo in atto da ottusi politici e da imbelli dirigenti, quelli definiti “gli appartenenti” delle Marche del nord. Oggi vedo che non hanno resisitito ed hanno perso anche loro la decisica battaglia che sta costringendo il primario Curatola ad abbandonare»

Franceschini definisce Luigi Curatola l’ultimo dei mohicani e non sbaglia. In linea con le mie conclusioni e cioè che l’operazione chirurgica di ridimensionamento totale dell’ospedale sambenedettese da parte della Regione Marche sta per essere portata a termine.

Dopo aver ridotto quasi a zero Otorino, Oculistica (scandaloso il trattamento usato nei confronti del dottor Giuliano Finicelli) e riempita la struttura di altre piccole sezioni che definirei appunto ambulatoriali, il colpo di grazia arriva con lo smantellamento, per ora piscologico, del reparto di Neurologia.

Per non essere frainteso aggiungo che sarebbe stato molto più semplice e, direi corretto, che i nostri politici con meno ipocrisia avessero portato la città a conoscenza i progetti della Regione Marche. Con il falso e studiato miraggio di un ospedale di vallata: uno degli inganni più abominevoli della politica moderna. Mentre lasciavano credere ad una nuova struttura, infatti, l’ascolano “Mazzoni” costruiva nuovi e moderni padiglioni, un segnale più che chiaro dell’inganno in atto.  Peggio ancora se i nostri rappresentanti della politica non se ne erano accorti.

Tante nel tempo le dichiarazioni inutili come l’ultima di Giovanni Gaspari. Proprio l’ultima perché il piano regionale si è compiuto e non resta che rassegnarci: l’ospedale del Piceno è e sarà uno solo, si chiama Mazzoni e si trova in zona Monticelli del nostro capoluogo di provincia.

Potrebbe anche essere una necessaria decisione ma i nostri rappresentanti politici sono egualmente colpevoli perché hanno impedito, non facendo trasparenza, che il popolo rivierasco potesse in qualche modo dire la sua. Glielo hanno infatti impedito, negando negli ultimi 15 anni anche le verità più palesi, pur di difendere la propria fazione politica sempre in funzione delle consultazioni elettorali.
Confermo che moltissimi nostri politici hanno smesso da tempo di ragionare con il cervello, il cui posto lo ha preso la scheda per il voto. Amen.

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