SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel mare di polemiche degli ultimi giorni inerenti la Sanità non poteva mancare l’inevitabile replica di Giovanni Gaspari. In fondo era stato proprio il sindaco ad accendere la miccia (“I dirigenti dell’ospedale di San Benedetto non si piangano addosso”) e a scatenare la violenta reazione del consigliere comunale di Futuro e Libertà, Giorgio De Vecchis. A tutto ciò s’è poi sommata la vicenda dei quattro medici del “Madonna del Soccorso” che avrebbero fatto domanda per un clamoroso trasferimento a Teramo.

Fantasmi ripetuti di una situazione delicata, che il primo cittadino vuole riprendere in mano: “Se è vero che ognuno si esprime con lo stile e l’educazione che possiede, è anche vero che parlare di sanità significa occuparsi di un bene fondamentale per ogni cittadino. In questo campo la propaganda politica non c’entra nulla. Quando ho affrontato i problemi della nostra sanità, quando ho combattuto battaglie perché venisse riconosciuta la pari dignità dei servizi sanitari del nostro territorio rispetto ad altre zone delle Marche, non ho mai fatto distinzioni di colore politico: l’ultimo esempio è la presa di posizione congiunta con il sindaco di Ascoli affinché la Regione mantenga l’impegno di creare l’azienda ospedaliera Marche Sud”.

Inevitabile quindi le precisazioni sulle sue esternazioni, mal comprese ed interpretate: “La campagna elettorale va fatta sui progetti, non attribuendo ad altri affermazioni mai fatte. Non ho mai parlato di inadeguatezza del personale dell’ospedale, non mi sono mai sognato di criticare chi lavora per il benessere dei cittadini. Ho soltanto invitato coloro che hanno responsabilità dirigenziali a condividere un atteggiamento positivo nei confronti delle possibilità di miglioramento dell’organizzazione in cui si opera ragionando in un’ottica di ottimismo della volontà che da sempre è il motore di ogni cambiamento”.

“E’ quell’atteggiamento positivo – aggiunge -che ad esempio non cerca di far passare come una fuga dall’ospedale la normalissima richiesta di mobilità avanzata da alcuni medici residenti nella provincia di Teramo che hanno la legittima aspirazione a riavvicinarsi a casa e hanno dunque risposto ad un bando dell’azienda sanitaria teramana. Analoghi bandi sono stati aperti anche da parte della Zona Territoriale di San Benedetto, ma nessuno parlerà di fuga per quei professionisti che, al lavoro in altre città, risponderanno al bando per tornare qui. Così come avere un atteggiamento positivo significa essere orgogliosi del fatto che ben 18 medici da tutta Italia abbiano fatto domanda per ricoprire il posto di primario di Chirurgia o che ben 12 ortopedici chiedono di venire a dirigere quel reparto nel nostro nosocomio”.

Infine, ecco l’appello alle forze politiche avversarie: “La battaglia che si sta accendendo in vista delle elezioni si fermi sulla porta dell’ospedale e si restituisca alla politica la piena dignità di luogo in cui si lavora tutti insieme per assicurare livelli adeguati di assistenza sanitaria a tutti i cittadini, soprattutto in presenza di una congiuntura economica difficile come quella che stiamo vivendo”.

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