SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da Futuro e Libertà negano che esistano delle pregiudiziali, ma le recenti esternazioni di Pasqualino Piunti e Bruno Gabrielli complicano decisamente i rapporti tra Pdl e finiani, in vista delle prossime elezioni comunali. “Non ci facciamo dettare l’agenda da nessuno”, avevano polemicamente dichiarato i due big del Popolo della Libertà di fronte alla richiesta degli ex alleati di porre i mattoni per la costruzione di un centrodestra in grado di sconfiggere Giovanni Gaspari.

“Li avevo invitati a farsi parte dirigente e questa è stata la risposta; che non abbiano la vocazione per una gestione democratica della coalizione si sa da tempo”, ironizza il consigliere comunale Giorgio De Vecchis, che tuttavia ribadisce per l’ennesima volta quale deve essere il percorso cronologico per giungere ad una sintesi condivisa: “Principi, metodo, programma e solo alla fine scelta del candidato. Il presupposto sarà quello di non ripetere l’errore del 2006, quando ci presentammo spaccati a vantaggio degli avversari. Ma per evitare ciò è necessario il confronto”.

Si fa dunque in salita la strada per l’opposizione sambenedettese, obbligata per forza di cose a ricompattarsi per non veder riapparire i fantasmi del passato e al contempo penalizzata da fratture interne quasi impossibili da rimarginare. “Prendiamo atto – prosegue De Vecchis – dell’atteggiamento del Pdl, ma noi lavoreremo comunque. Nel frattempo esistono diverse realtà civiche da poter chiamare in causa. Non cerchiamo polemiche, vogliamo solo avviare un dibattito costruttivo”.

E se è vero che Piunti e Gabrielli sono le figure più papabili per la corsa alla poltrona di Viale De Gasperi, è altrettanto ipotizzabile che un muro contro muro prolungato fra Futuro e Libertà ed il movimento berlusconiano possa penalizzare proprio le ambizioni degli attuali assessori provinciali.

Non sono infatti un mistero i veti, più o meno ufficiali (compreso quello di “Punto Pdl”), che pendono da qualche tempo su quest’ultimi. Nei prossimi giorni sono attese importanti riunioni con i coordinatori provinciali e regionali del Pdl. Da lì usciranno indicazioni più definite sulle intenzioni dei berlusconiani.

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