SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Comitato “Prg a crescita zero” e sindaco Gaspari sempre più distanti, nonostante i tentativi di quest’ultimo, qualche tempo fa, di richiamare i “vendoliani” di Sel (parte integrante nella raccolta firme per il referendum anti megavariante) nel recinto della maggioranza. Motivo del contendere, il tentativo di Sel, che fa parte del comitato trasversale “Prg a crescita zero”, di raccogliere delle firme per un referendum circa la cosiddetta “megavariante”.
Scrive il portavoce del comitato, Luca Spadoni, a proposito di alcune dichiarazioni di Gaspari in relazione ad una presunta illegalità della raccolta firme: “L’unico ad essere in una posizione di palese illegalità è il Sindaco di San Benedetto il quale da oltre trenta giorni si ostina a non adempiere ad un suo preciso dovere statutario ed istituzionale, cioè quello di vidimare i moduli per il referendum. La vidimazione dei moduli da parte di altri uffici, in particolare dai cancellieri del tribunale è prevista dall’articolo 7 della legge 352/70, legge generale sulle consultazioni referendarie. Potrebbe sembrare strano alle orecchie del Sindaco, in preda ad evidente stato di autoesaltazione, ma riteniamo che una legge dello Stato italiano si applichi anche a San Benedetto del Tronto, e che le disposizioni dello Statuto Comunale possano al limite integrare le leggi dello Stato, ma non abrogarle o sostituirle”.
“Quanto alla fantomatica convocazione del Comitato – continua la nota – il portavoce si è recato il giorno 13 settembre dalla Segretaria Comunale, la quale preannunciava allo stesso una lettera di convocazione che gli sarebbe stata inviata a giorni. Questa lettera a tutt’oggi non è arrivata nonostante che il portavoce del Comitato abbia dimora certa e conosciuta a San Benedetto del Tronto e addirittura si fosse profferto di ricevere la medesima comunicazione nelle proprie mani, evitando l’inutile spesa della relativa tariffa postale”.
Conclude Spadoni: “Rinnoviamo l’invito al Sindaco a fare l’unica cosa che gli è consentito dallo Statuto cioè formulare lui stesso il quesito e portarlo all’approvazione del Consiglio. Lasciamo a lui la piena libertà  di formulare il quesito come meglio crede. Come Comitato accetteremo qualsiasi testo, anzi diamo un suggerimento al Sindaco: quesito referendario “la megavariante è una cosa bellissima ed una grande opportunità per la città” (come la cassa di colmata.). Noi siamo pronti!”

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