SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Il sindaco Giovanni Gaspari ha di recente spronato tutto lo staff medico e paramedico dell’Ospedale “Madonna del Soccorso” ad una maggiore spinta costruttiva ed a mostrare più “ottimismo” sul futuro del nosocomio.

Questo per cercare di arginare lo scoramento ed il malcontento che sembra serpeggiare all’interno del presidio sanitario dopo l’addio per pensionamento, l’ultimo in ordine di tempo, del dottor Luigi Curatola, primario di Neurologia e capo Dipartimento di Medicina.

Altri cinque posti da primario sono tutt’ora vacanti. A questo, come un fulmine a ciel sereno, si aggiunge la notizia che quattro medici del Pronto Soccorso stanno per lasciare l’ospedale e trasferirsi a quello di Teramo.

La notizia, da fonte sicura, sembra circolasse da qualche tempo nell’ambiente. I motivi che li spingerebbero a lasciare il nosocomio della Riviera sarebbero, tra gli altri, l’eccessivo carico di lavoro e turni massacranti con tutto lo stress che ne deriva sia per loro che per gli stessi pazienti.

Nel frattempo, sempre a proposito delle affermazioni del sindaco di sabato scorso, CittadinanzAttiva ne critica aspramente “l’ottimismo”  e pone dieci questioni sullo stato del Madonna del Soccorso. Tra queste il rispetto dei ruoli dei professionisti e l’eccessivo effetto partitocratico sulle scelte.

“Di fronte alla Commissione Regionale ci siamo espressi a favore dei dipendenti perché costretti a lavorare in situazioni difficili ed è solo grazie a loro se si riescono a superare situazioni operativamente complicate da eseguire – afferma Cittadinanzattiva – noi riteniamo che l’analisi sulla zona 12 debba accentrarsi su diversi livelli: il rispetto dei ruoli dei professionisti; l’eccessivo effetto partitocratico sulle scelte; i dati reali dei risultati ottenuti, dei risultati non ottenuti e il perché dei suddetti risultati. Perché la Regione Marche non è chiara sugli obiettivi che si dovrebbero raggiungere nella zona 12? Perché un buon numero di dirigenti medici hanno scelto di andarsene?”

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