Non un semplice telegiornale, ma vera e propria benzina per tutta la rete, che in poche settimane ha visto addirittura raddoppiare la media di share dell’intera giornata. Questo il reale potere del nuovo Tg La7, che dall’insediamento di Enrico Mentana è passato dal 2 al 9% nella sola edizione serale con picchi di oltre due milioni di telespettatori.

Un boom capace di rivoluzionare gli assetti di un’emittente considerata per nove anni di nicchia ed oggi definitivamente reale terzo polo nel contesto generalista. Fino alla scorsa estate infatti, si potevano contare sulle dita di una mano le occasioni in cui La7 aveva osato varcare l’asticella del 3,5%. Un miracolo avvenuto esclusivamente nella serata d’inaugurazione (giugno 2001) e grazie a qualche partita di rugby o di Coppa Uefa. Piccoli e rapidi lampi che non potevano bastare.

Poi dal nulla ecco sbucare l’ex direttore del Tg5, in panchina da troppo tempo e capace di appiccicare addosso al notiziario dell’azienda Telecom un’identità ben precisa, riconoscibile, ma soprattutto autorevole. Già con la semplice ufficializzazione della sua nomina a luglio, il telegiornale delle 20 raddoppiò le proprie percentuali, per sfiorare la soglia del 10% una volta tornato dinanzi la telecamera.

Exploit, come detto, non fine a se stesso. A soddisfare maggiormente è stato il suo ruolo di “locomotore” in grado di trainare molteplici programmi a venire. A partire da “8 e ½” (che nei week-end passa la mano ad “In onda”), talk d’approfondimento dell’access prime-time soffocato da “Striscia la Notizia” e dai vari game-show di Raiuno (“Affari tuoi” ed i “Soliti ignoti” in seguito) improvvisamente volato e tutt’ora stabile al 5% di share. Niente male se si butta l’occhio alle passate edizioni quando il dato, nei giorni migliori, era della metà.

Di conseguenza, come nel tradizionale gioco del domino, a rafforzarsi sono stati anche i prodotti di prima serata successivi alla Gruber. Ad usufruirne su tutti “Niente di personale”, “L’Infedele”, “Le invasioni barbariche”, che spesso hanno il pregio di mantenere incollato il medesimo target.

Lo “spirito” di Mentana si percepisce infine pure negli appuntamenti da lui non condotti. E se il tg del mattino totalizza il 5%, a stupire è quello del pranzo, salito dal 1,5 al 4, nonostante lo spostamento alle 13.30 in concomitanza col Tg1.

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