dal settimanale Riviera Oggi numero 839
CUPRA MARITTIMA – L’avvio dei lavori di ristrutturazione della casa colonica all’interno dell’area del Parco Archeologico apre un discorso concreto sulla rivalutazione di Cupra Marittima come interessante centro di attività e scambi culturali per studenti ed appassionati del settore. Il piano terra dell’edificio sarà destinato ad aule convegni, utili per momenti di studio ed approfondimento delle tematiche inerenti all’archeologia ed alla cultura, mentre il primo piano diventerà una vera e propria foresteria con una dozzina di posti letto.
Un’operazione del costo di 330 mila euro derivanti dalla convenzione con Villa Vinci. Questa iniziativa rientra nel più ampio progetto Arcus, finanziamento partito dalla precedente amministrazione comunale per un importo di 1 milione e 400 mila euro, di cui sono stati però ottenuti solo 400 mila euro. Successivamente, sempre per la fruizione del Parco Archeologico, l’attuale amministrazione comunale ha presentato un nuovo progetto per un intervento di 500 mila euro che sarà ottenuto a breve.

Un’area archeologica nella quale tutt’oggi si cercano le radici del passato vantando ritrovamenti archeologici che portano il paese a riappropriarsi con orgoglio della sua storia. Un territorio dove non c’è sovrapposizione di reperti delle varie epoche storiche, perché si trovano in zone territoriali ben identificabili e distinte.
L’abitazione in ristrutturazione, annessa nel Parco Archeologico, faceva parte della proprietà dell’avvocato Paride Tassoni poi trasmessa al nipote Gian Franco Tassoni in quanto unico erede e dal 2000, ad eccezione dell’area che comprende il villino, è proprietà del Comune tramite “un atto transattivo” per un’area di 46.180 mq. e che comprende due fabbricati rurali, divenendo così Parco Archeologico.
E pensare che quella casa colonica in ristrutturazione era ignara di giacere su un terreno e in un’area vissuta già dall’antica civiltà picena e romana, dove si contendono il tempio la Dea Cupra e Venere, così come ignari erano coloro che per generazioni hanno seminato e arato quei campi, convivendo con colonne romane e rovine e che cercavano di bonificare le uniche tracce di storia che arrecavano danni agli utensili per la lavorazione dei campi.
Così ci racconta Filippo Lucidi che nacque in quella casa, oggi assai diversa da allora e abitata dalla sua famiglia da diverse generazioni.
Un ricordo nostalgico quello di Filippo, che ci offre una descrizione dettagliata delle stanze quasi rivivendo le memorie della sua famiglia che lavorava duramente quelle terre.

Dagli anni ’30 quella casa rurale ne ha viste di cose, ebbe già una prima ristrutturazione nel ’58 e visse ancor prima nel ‘43 gli anni della guerra mondiale dove il piccolo Lucidi apprese l’entrata in guerra dell’Italia, visse i bombardamenti e la costruzione di grotte dove rifugiarsi e la paura delle bombe che cadevano nella zona circostante alla casa.
Nella memoria, flash di ricordi, il villino Tassoni divenuto un comando tedesco con una mitragliatrice pronta all’uso e poco distante la casa rurale con due cannoni.
Ricorda l’energia elettrica, un privilegio, avuta dall’avvocato Tassoni e allacciata con fili di ferro poiché non si trovavano materiali durante il periodo bellico. Quasi come a custodire la sua intimità natale rimase ad abitare in quella casa fino al ’94 facendo sempre il suo lavoro su di un’area già archeologica, dove con discrezione scolaresche di quegli anni si recavano a osservare e studiare.
A Cupra Marittima, così, abbiamo testimonianza storica di popoli ormai passati, attraverso i beni che si sono preservati e che sono poi riemersi come testimonianza dei tempi. E’ una fortuna vivere in un posto così.

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