CUPRA MARITTIMA – Sono inedite le Maschere del Museo Malacologico di Cupra Marittima che saranno esposte per oltre un mese a Bologna, con apertura il 2 ottobre e chiusura della mostra il 7 novembre, nei Musei di Anatomia comparata e di Zoologia dell’Università, Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale.

Alle ore 16,00, in occasione dell’inaugurazione della mostra, sarà presentato da Tiziano Cossignani, direttore del Museo Malacologico, un seminario dedicato alle Cipree tenuto dal dottore Marco Passamonti ricercatore presso il Dipartimento di Biologia Evoluzionistica sperimentale dell’Università di Bologna.

Sarà poi tenuto un seminario dalla professoressa Giovanna Belcastro, professore associato di Paleoantropologia e direttore del Museo di Antropologia del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna.

Curatori della mostra bolognese saranno la dottoressa Daniela Minelli e il professore Bruno Sabelli che hanno fortemente voluto dar vita a un’esposizione che contiene oltre mille reperti etnografici tra maschere, scudi pugnali, sculture, pegni nuziali, ed oggetti rituali provenienti prevalentemente da Papua Nuova Guinea.

Lungo le rive del fiume Sepik, che si snoda per oltre mille chilometri in Papuasia (Papua Nuova Guinea) vivono molte etnie: l’84% della popolazione è Papua, il 13% di origine europea, l’1% di origine indonesiana, il 2% di altra origine.

Un fiume non ancora completamente studiato e ricco di tribù che utilizzano in maniera incredibile le conchiglie per impreziosire la maggior parte dei manufatti. Legno, raffia, fibre vegetali, semi, piume di casuario e pigmenti di ogni genere costituiscono l’essenza di tanti oggetti per lo più raffiguranti sembianze umane e animali.

Negli ultimi anni il Museo della Malacologia ha arricchito le vetrine con reperti di notevole bellezza e rarità, provenienti dai più remoti luoghi e abissi oceanici. Il notevole campionario di conchiglie (crostacei, echinodermi, fossili marini), richiama l’attenzione di un forte numero di pubblico e visitatori oltre a studiosi che con curiosità e interesse visitano le sale di un museo al servizio delle scuole e della didattica.

Un lavoro quello di Tiziano Cossignani iniziato negli anni ’80, recuperando personalmente gli oggetti esposti al Museo e arricchendolo con tantissimi esemplari di conchiglie.

Ci sarà anche una sezione della mostra dedicata ad oggetti africani provenienti da Nigeria, Camerun e Ghana con l’esposizione di uno straordinario sedile dell’etnia Bamoun.

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