dal settimanale Riviera Oggi numero 838

MONTEPRANDONE – Federico Aragrande, consigliere comunale con delega alle Politiche Giovanili della giunta di Stefano Stracci. Conosciamolo meglio in questa intervista.
Si è da poco conclusa la rassegna musicale “Cosepop”. Tanti spettatori nonostante i nomi degli artisti fossero poco conosciuti. A cosa si deve questo successo secondo lei?
“Ci abbiamo creduto fortemente. Abbiamo lavorato molto, sotto tutti gli aspetti, per ottenere un buon risultato e nonostante fosse una nuova realtà nel panorama musicale locale le persone hanno apprezzato la nostra iniziativa e in qualche modo si sono già affezionate a “Cosepop”. Il motivo principale credo sia stato la qualità degli artisti (Il Genio, Di Maggio Connection, Dente, A Toys Orchestra) che seppure non siano ancora conosciuti al vasto pubblico televisivo godono di un grande seguito tra gli appassionati di musica. L’accostamento di diversi generi musicali ha poi favorito la partecipazione di persone eterogenee per cultura, età e gusti musicali e questo era un nostro obiettivo preciso. Portare la qualità fuori dalle nicchie e proporla in maniera popolare. Abbiamo cercato di fare una operazione intellettualmente onesta verso il pubblico e questo messaggio credo sia passato”.
Oltre a “Cosepop”, la Consulta dei giovani è stata coinvolta nell’organizzazione della manifestazione “Monteprandone borgo della fotografia”. Ci racconti qualcosa di quest’esperienza.
“La fotografia è una mia passione personale e credo sia l’arte del nostro tempo. Da questa passione e dall’amicizia con alcuni artisti come Ignacio Coccia e Lorenzo Cicconi Massi, i due insegnanti del Workshop, è nato “Monteprandone borgo della fotografia”, un piccolo festival che oltre al workshop “Fotografando il quotidiano” ha offerto al pubblico la possibilità di visitare gratuitamente la mostra dei due insegnanti “Eyes, hands, roads”. L’idea che vogliamo portare avanti è quella di utilizzare la fotografia come mezzo per entrare in contatto con la realtà che ci circonda, osservarla, comprenderla e interpretarla, tutti presupposti fondamentali per una giusta conservazione e gestione delle nostro territorio. I ragazzi della Consulta “Spazio Disponibile” sono stati entusiasti di questo progetto e dell’idea sottostante (l’arte come funzione sociale) e come sempre hanno messo grande impegno nell’organizzazione dell’evento”.

Parliamo della Consulta, partendo dal nome. Perché l’avete chiamata “Spazio Disponibile”?
“Quando abbiamo iniziato ad interrogarci su quali dovessero essere le caratteristiche della “Consulta dei giovani di Monteprandone”, le espressioni più utilizzate sono state “aperta”, “democratica”, “uno spazio libero”, come a sottolineare una forte necessità di un luogo in cui proporsi liberamente, autodeterminandosi, senza restrizioni di sorta, e in cui sprigionare le forze creative che ognuno di noi possiede. La nostra consulta è disponibile ad accogliere le passioni e le energie di tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi e approfitto per lanciare un invito a “saggiare la nostra disponibilità” e a contribuire al nostro progetto. Poi il nome mi è parso particolarmente indicato perché va a sottolineare un punto fondamentale del nostro mandato e cioè quello di allargare la partecipazione democratica a tutti gli strati della popolazione e in particolar modo ai più giovani”.
Come funzionano le vostre riunioni? E quando si svolgono?
“Solitamente ci incontriamo una volta a settimana, il martedi, nei locali della Delegazione Comunale di Centobuchi e mettiamo all’ordine del giorno i punti da discutere. Nella fase preparatoria degli eventi tutto il tempo lo impieghiamo a organizzare le diverse fasi dell’evento in questione e cerchiamo di dividere equamente il carico di lavoro tenendo conto delle disponibilità di tempo e delle inclinazioni di ognuno. Così c’è chi si occupa della pubblicità, chi degli aspetti burocratici, chi di quelli logistici. Quando invece non ci sono eventi imminenti lasciamo ampio spazio a momenti di riflessione e di dialogo sia sul funzionamento interno sia sulla realtà che ci circonda cercando di tenere sempre aperta la finestra sul mondo e mantenere viva la vocazione della Consulta: un laboratorio in cui ognuno porta l’elemento di cui dispone, che insieme cerchiamo poi di mescolare nel tentativo di scoprire formule valide per i nostri obiettivi”.
Quali sono gli obiettivi della Consulta, cosa si propone?
“L’obiettivo è quello di migliorare la nostra vita, il luogo in cui viviamo, renderlo più interessante e stimolante. La scritta che campeggia sulla pagina del nostro profilo facebook “Spazio Disponibile” è “Vogliamo vivere meglio”. Sarebbe stato meglio utilizzare un più modesto “vorremmo vivere meglio”, ma la determinazione è stata tanta da giustificare l’espressione perentoria”.
Avete già nuove idee da mettere in campo per i prossimi mesi?
“Di idee ce ne sono diverse da mettere in opera ma la cosa che ci preme di più è allargare i confini della consulta sia dal punto di vista della partecipazione sia dei contenuti. Vogliamo impegnarci non solo negli eventi culturali ma anche su temi più delicati come il lavoro, l’economia, l’ambiente. Promuovere e favorire la visione e la sensibilità dei giovani intorno a questi temi e portarle nei luoghi dove non è contemplata”.
Se dovesse consigliare ad un giovane di iscriversi alla Consulta, cosa gli direbbe?
“Gli direi che là dove esistono spazi in cui esprimersi liberamente, un giovane per sua stessa natura e costituzione non può far altro che occuparli, e lo “Spazio disponibile” rappresenta in questo senso un’occasione importante oltre che di espressione anche di crescita personale e di impegno civico”.

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