SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A gennaio dovrebbero partire i lavori per la realizzazione di nove scogliere frangiflutti sulla parte più a nord del lungomare sambenedettese, quella più colpita dall’erosione marina. Si tratta di una “emersione” delle scogliere soffolte, cioè sotto il livello dell’acqua. Una volta emerse, le nove barriere diventeranno anche uno strumento per rendere più fluida la circolazione delle acque sottocosta in quel tratto di spiaggia (dall’Albula verso sud per 900 metri), rendendo il mare meno torbido per via del fatto che si evita così il ristagno delle acque.

Attualmente, infatti, in quel tratto le scogliere soffolte costituiscono un continuum di massi sotto il livello dell’acqua. Senza interruzioni; una barriera, perciò, che avrebbe poca resistenza all’erosione (quantomeno è ciò che emerge dai dati di fatto, ma i più scettici credono vada fatto uno studio integrale delle correnti fra il porto di San Benedetto e Martinsicuro, con simulazioni in vasca e nuovi strumenti di analisi). Che avrebbe poca resistenza all’erosione, dicevamo, e in più che provoca un ristagno delle acque sottocosta, con effetti non certo virtuosi sulla trasparenza e quindi sull’attrattività del mare. Mettiamoci poi i materiali portati a valle dal torrente Albula in particolare nei momenti di pioggia, e ci rendiamo conto che della situazione.
Regione Marche e Comune di San Benedetto dunque hanno progettato un intervento da 1,15 milioni di euro di spesa (un milione a carico della Regione, il resto a carico delle casse del Comune).

Il risultato finale dunque saranno nove scogliere emerse e otto varchi in cui la parte sommersa sarà abbassata rispetto all’attuale spessore, per consentire “ricambio” dell’acqua. Inoltre, verrà effettuato il ripascimento dell’arenile, con sabbia prelevata nei pressi dell’imboccatura del porto, previe analisi di compatibilità.

Giovedì 30 settembre, l’ingegner Vincenzo Marzialetti, responsabile del settore “Difesa della costa” della Regione, ha depositato al Comune di San Benedetto il progetto definitivo dell’intervento, che sarà ora “in osservazione” per 45 giorni per i portatori d’interesse. Entro 60 giorni il parere di compatibilità ambientale da parte dell’ufficio “Valutazione di impatto ambientale” della stessa Regione, poi il bando e i lavori.

Parallelamente a questa pratica, il Comune sta portando avanti quella per la realizzazione di un “pennello” di scogli immediatamente a sud della foce dell’Albula, per 200 metri. E anche in questo caso si stima che i lavori possano partire a inizio 2011.

«Esprimo un grande ringraziamento all’assessore regionale Sandro Donati che ha reso possibile un celere intervento sulle scogliere», dichiara il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari, «Comune e Regione sono da sempre impegnati nella difesa della costa, come dimostra la cifra di oltre 2 milioni di euro spesa solo negli ultimi anni per interventi di varia natura. Se nulla fosse stato fatto fin qui, le mareggiate avrebbero seriamente danneggiato gli stessi manufatti degli stabilimenti balneari, come accaduto in altri Comuni. Adesso, invece, abbiamo l’opportunità di un intervento “risolutivo” per il quale è d’obbligo ringraziare anche il consigliere regionale Paolo Perazzoli, che si è molto adoperato per giungere a questo nuovo intervento. In ogni caso, non dobbiamo mai dimenticare che l’efficacia di questo genere di lavori può essere verificata solo a posteriori. I tecnici non possono garantire a priori il successo delle operazioni a tutela della costa. Tuttavia, l’impegno progettuale e le risorse stanziate ci fanno ben sperare».

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