SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Toni concilianti, stavolta, da parte di Daniele Primavera, che manifesta apprezzamento per il retro front dell’amministrazione comunale nel recente consiglio comunale in cui si è scelto di analizzare meglio la richiesta di aumento volumetrico del residence Acquamarina di via Maffei.   
“Non è mai semplice per una maggioranza restare disponibili ai rilievi delle minoranze consiliari; lo è ancor meno accettare di tornare a discutere di un punto controverso che è stato al centro della polemica politica in più di una occasione, anche tra enti di diverso ordine. Il loro atteggiamento mi ha soddisfatto. Se l’amministrazione comunale fosse andata avanti, avrebbe approvato un atto che ritengo sbagliato. Ma se cambia il proprio atteggiamento si ferma a riflettere, allora gli altri dell’opposizione parlano di crisi. Bisogna uscire da queato ragionamento, si sono fermati e hanno fatto bene”.
Primavera dunque parla di “atto di coraggio” compiuto da Gaspari e maggioranza anche “grazie al nostro impegno” e “pur sapendo che questa decisione sarebbe stata utilizzata strumentalmente dalle destre. A noi non interessa acuire una polemica a danno della città; interessa invece ristabilire corrette modalità di applicazione della variante Articolo 29, alla cui approvazione contribuimmo con voto favorevole, recuperando i due aspetti fondamentali su cui si basava, ovvero che l’edificio beneficiante fosse realmente utilizzato come immobile prevalentemente residenziale (ovvero non insistessero già in precedenza attività di tipo ricettivo, che farebbero bene invece ad utilizzare gli incentivi proposti da altri strumenti), poiché dovevano beneficiarne nuove strutture ricettive; e che la trasformazione riguardasse strutture strettamente alberghiere (ovvero quelle indicate all’articolo 10 comma 3 della L.R. 9/2006)”.
L’enfant terrible della politica sambenedettese dunque preme per una nuova e secondo lui migliore interpretazione da fornire alla norma urbanistica che sta causando una vera e propria battaglia in punta di diritto e norme fra Comune e Provincia.
Gli interessa relativamente la soluzione tecnica da adottare, la questione è politica, dice Primavera. “C’e una strada prudente, che è quella di ricominciare l’iter della variante dai primi passaggi. C’è poi la strada del conflitto fra istituzioni. Se il Comune ne è convinto, vada pure al Tar, mica posso impedirglielo. Ma nel frattempo recuperi le motivazioni più condivisibili che sono alla base della variante articolo 29, sgombrando il campo da ogni altra interpretazione che noi riteniamo sbagliata e fuorviante”.

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