MARTINSICURO – Urla, aggressioni verbali e fuoco incrociato di accuse: anche stavolta il Consiglio comunale di Martinsicuro si è svolto nella tipica tradizione battagliera. Toni inizialmente accesi che si sono via via esasperati con il passare delle ore. E se aria di polemica si era respirata già all’avvio dell’assise civica, con i banchi vuoti dei consiglieri di Città Attiva, assenti per protestare sull’orario mattutino del Consiglio, le scintille si sono trasformate poi in incendio quando si è parlato del terreno inquinato di Villa Rosa, per il quale la Provincia, incaricata di accertare le responsabilità sull’interramento dei rifiuti industriali, ha esplicitato in una apposita relazione che, a distanza di decenni, non è possibile individuare gli autori del disastro ambientale.

Alla lettura del resoconto è esplosa l’ira degli ex An: «E’ come l’omicidio perfetto – hanno affermato Luigino Fedeli e Gianfranco De Luca – Non ci sono responsabili per il reato penale, e non ci sono responsabili politici: gli unici a pagare le spese, anche economiche della bonifica del sito saranno i cittadini».

Gli ex An hanno quindi chiamato in causa il consigliere comunale e provinciale Massimo Vagnoni, affinchè faccia in modo che sul terreno vengano fatte altre analisi e si approfondisca la vicenda. Non si sono poi risparmiati nel lanciare accuse a Di Salvatore e Micozzi, all’epoca dei fatti presenti in amministrazione comunale, insinuando che conoscessero i responsabili dell’inquinamento.

Riferimenti che hanno mandato su tutte le furie il sindaco: «Non vi consento di gettare fango sulla mia persona, io sono pulito e onesto. Vergognatevi!»

A calmare gli animi e a spegnere i toni ci ha pensato Vagnoni, che ha ribadito come è interesse e volontà di Provincia e Comune accertare la verità dei fatti sull’inquinamento dell’area di Villa Rosa e che, pertanto, saranno percorse tutte le strade possibili per giungere allo scopo.

Gli ex An però hanno ribadito di effettuare analisi anche in altre zone di Martinsicuro, dove potrebbe essere presente inquinamento da scarichi industriali sotterrati abusivamente. A tal proposito hanno chiesto, per avere un quadro più approfondito della situazione, di chiamare in causa Mario Viola, dell’associazione dei Verdi, che tempo fa aveva dichiarato a mezzo stampa come a Martinsicuro ci fossero anche altre aree in cui probabilmente era presente  lo stesso inquinamento riscontrato nel terreno di via Segantini.

E se Fedeli e De Luca dopo la discussione del primo punto hanno abbandonato l’aula, lo stesso ha fatto anche Romano Antonini dopo un acceso scambio verbale con il consigliere Carboni sulla privatizzazione dell’acqua. Punto che alla fine è stato di nuovo rinviato per ulteriori approfondimenti.

Rinviate anche interrogazioni ed interpellanze, in un Consigli Comunale alla fine terminato per mancanza del numero legale, visto che diversi consiglieri avevano abbandonato l’aula.

«E’ stato uno spettacolo deprimente ed offensivo nei confronti della città – ha commentato Mauro Paci del Pd – non è possibile ogni volta perdere delle ore in battibecchi ed accuse reciproche per argomenti non previsti, togliendo tempo alla discussione dei punti all’ordine del giorno». Paci ha chiesto anche le dimissioni del presidente del Consiglio Berardo Ferri, incapace a suo avviso di far rispettare il regolamento. «Lascia ogni volta che si scatenino le liti, con il risultato di rendere improduttivo il Consiglio comunale».

Non manca, ad assise conclusa, di esprimere anche il suo disappunto per l’assenza di Città Attiva: «Abbiamo dovuto apprendere dalla stampa che i consiglieri non avrebbero partecipato. Ancora una volta noto questo loro atteggiamento autoreferenziale: quando in altre occasioni siamo stati noi a proporre di disertare i Consigli fissati al mattino, loro non sono stati d’accordo. Ora invece non si sono presentati, senza rendere partecipi della cosa le altre minoranze».

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