SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito riportiamo e pubblichiamo l’intervento del presidente del consiglio comunale Giulietta Capriotti in merito alle polemiche scaturite lunedì sera durante la travagliata ripresa di un travagliato consiglio comunale. A margine dell’intervento della Capriotti, inoltre, precisiamo che è stato quanto mai opportuno spostare il punto sui “gazebo/suolo pubblico” in apertura di consiglio comunale, su proposta del consigliere di Rc Daniele Primavera. Se così non fosse stato, infatti, e se fosse stato discusso prima il punto sull’aumento di volumetria al residence Acquamarina, il consiglio comunale sarebbe stato nuovamente sospeso senza approvare il punto sui gazebo.

“Ritengo opportuno mettere a conoscenza la cittadinanza delle motivazioni che mi hanno indotto a riunire d’urgenza in seconda convocazione il Consiglio comunale per lunedì 27 settembre dopo che la seduta della settimana scorsa era andata deserta. E’ vero che il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, peraltro in modo abbastanza contraddittorio nei richiami tra i diversi articoli, prevede che le sedute di urgenza si possano convocare in presenza di alcune precise condizioni, ma è anche vero che le norme vanno applicate “cum grano salis”.

“Penso che il Comune debba dare risposte esaurienti e precise ai cittadini, soprattutto coloro che operano nell’economia locale e hanno necessità di riferimenti certi prima di effettuare investimenti: uno dei punti non discussi nella seduta della settimana passata era la proroga dei termini entro cui il Comune avrebbe dovuto fornire indicazioni sulle tipologie di arredo consentite per occupare il suolo pubblico in ciascuna zona omogenea del territorio comunale. E, conseguentemente, non era stata approvata neppure la proroga del termine fissato per gli operatori per adeguarsi a tale disciplina. Il rischio era dunque che, senza tale atto, la città e gli operatori commerciali si sarebbero trovati dinanzi ad una scadenza non più rispettabile, in una situazione di incertezza intollerabile, anche alla luce delle esperienze del passato. Investimenti sospesi per chissà quanto tempo, progetti imprenditoriali congelati, posti di lavoro sfumati: questa era la prospettiva che rischiava di concretizzarsi”.

“Come rappresentante istituzionale, prima ancora che come Presidente del Consiglio, ho dunque ritenuto che vi fossero gli estremi per convocare d’urgenza il civico consesso ricorrendo una delle condizioni previste dal Regolamento, quella “dell’osservanza di termini perentori”, e procedere alla deliberazione della proroga dei termini. Sono assolutamente convinta della bontà di questa scelta, e la rifarei mille volte”.

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