SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Venerdì scorso in prima convocazione del consiglio comunale l’aumento di volumetria per il residence Acquamarina stava per essere approvato, con i soli giudizi contrari di Primavera (Rifondazione) e De Vecchis (Fli) e nella maggioranza il “mal di pancia” di Palma Del Zompo (Idv). Poi mancò il numero legale per via della uscita (critica) dall’aula da parte della Del Zompo.
Lunedì invece nella seduta riconvocata dopo l’interruzione di venerdì il punto è stato inopinatamente ritirato dalla stessa maggioranza per maggiori approfondimenti.
Inopinatamente? In effetti tra i ranghi dell’opposizione già da lunedì mattina i dubbi sulla delibera erano cresciuti ancora di più. Evidentemente hanno contagiato anche i consiglieri di maggioranza che hanno convinto il sindaco e assessore all’urbanistica Gaspari a ritirare il punto per approfondimenti.
Accade infatti che il consigliere Primavera lunedì mattina approfondisce l’iter e i documenti che stanno dietro e prima della richiesta di aumento di volumetria. Nel materiale dato ai consiglieri venerdì sera, infatti, i “precedenti urbanistici” della struttura venivano citati solo nei loro estremi di catalogazione. E basta.
E allora Primavera a poche ore dal consiglio comunale di lunedì ottiene gli atti integrali. E scopre una cosa curiosa e anche un pò spiazzante. Giudicata tale, evidentemente, anche dalla maggioranza. Ma dopo.
VALZER DI DESTINAZIONI URBANISTICHE Premessa doverosa: in base alla variante all’articolo 29 del piano regolatore, approvata un paio di anni fa dal Comune, i cambi nella destinazione urbanistica di un edificio da residenziale a turistica-ricettiva vengono premiati dal Comune con aumenti di volumetrie. La ratio è incentivare l’economia turistica alberghiera.
Ricostruendo gli atti del Comune, Primavera però si accorge di due fatti curiosi.
Fatto uno: a luglio 2007 il residence Acquamarina di via Maffei presenta una denuncia di inizio attività edilizia e chiede il cambio di destinazione della struttura da civile abitazione a Residence. Questo comporta la realizzazione di due alloggi al piano terra e di due bagni accessibili anche dai disabili.
Fatto due: a dicembre 2008, una volta partito l’iter per l’entrata in vigore della norma “articolo 29” (che premia con il raddoppio della cubatura le trasformazioni da residenziale a ricettivo) chiede un altro cambio di destinazione d’uso. Da struttura ricettiva-residence a fabbricato di civile abitazione. Una destinazione d’uso, quella residenziale, lo ripetiamo, premiata dal Comune se decide di trasformarsi in turistica.
Il cambio di destinazione d’uso viene richiesto senza presentare opere edilizie correlate.

E così, lunedì sera, prima il capogruppo del Pd Claudio Benigni chiede dieci minuti di sospensione per esaminare la delibera assieme ai tecnici comunalo. Dieci minuti di riunione interna che diventano mezz’ora. Si torna in aula, e Gaspari dichiara: «La sospensiva è stata chiesta per valutare alcune questioni, poichè è stato sottolineato che non c’era una scadenza urgente per questa delibera, al fine di fare una valutazione più serena e tranquilla, ritiro il punto dall’ordine del giorno con l’impegno ad approfondire le questioni che alimentano dubbi e necessitano di approfondimenti, lo faremo nel più breve tempi possibile, anche nelle riunioni di commissione consiliare urbanistica che sono già in calendario».
E poi il consiglio si scioglie. Tutti a casa alle 22. Fra i musi lunghi e un po’ sorpresi della maggioranza e la grintosa soddisfazione degli esponenti di opposizione, non solo di centrodestra ma anche di sinistra, come il socialista Narci e il rifondarolo Primavera.

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