Da Espresso Rossoblu n. 1074

Due le sensazioni importanti che ho provato durante la gara e al fischio finale. Forse la più importante non riguarda il calcio giocato ma gli spalti. Erano tanti anni che non seguivo una gara della mia Samb in mezzo al popolo rossoblu che, erroneamente e spesso, si raffigura con la sola curva dove in prevalenza ci sono giovani o giovanissimi. In tribuna ho rivisto persone, ma anche personaggi di tutte le età ,con i quali ho seguito per molti anni le partite della Samb dal “prato” prima poi diventato “distinti” (negli anni settanta) del glorioso “F. lli Ballarin”.

La passione è immutata e non risente affatto della categoria per noi inconsueta e inaccettabile: non so se era così anche negli ultimi anni. Mi auguro di no. Significherebbe che la nuova dirigenza ha riportato voglia di quei colori che, nello stesso tempo, ti fanno gioire e soffrire, con scariche di adrenalina che fanno bene all’organismo.

La seconda sensazione è che questa Samb con un paio di accorgimenti, specialmente nella fase difensiva potrà fare sfraceli in questo campionato. Ritengo infatti che un trio d’attacco formato da D’Angelo, Covelli e Pazzi con Di Vicino, Grieco e Bianchi come sostituti sia valido anche per una buona C2 (per protesta continuerò a chiamarla così). Rulli, Oresti e l’invenzione Ogliari davanti alla difesa (bravo mister Giudici) formano un centro campo così ben assortito che  non potrà che fare sempre bene come oggi.

Tra gli accorgimenti da fare sono molto chiari quelli riguardanti il settore arretrato dove, in attacco D’Angelo diventerà come under un punto fermo, influisce molto l’età in considerazione degli altri tre under da schierare e, per il motivo opposto, quella degli altri due: il portiere oggi ha preso un gol evitabile; i due terzini non sembrano ancora all’altezza. Secondo me servirebbe che Lima si scrollasse di dosso un po’ di quel naturale timore di sbagliare (le parate nel finale meritano applausi) e che si trovi un giovane under, rapido e “maturo”, da schierare centrale.

A quel punto credo che il cerchio… quadrerebbe. Sto giudicando in base alla gara odierna ma non credo che il Venafro sia la cenerentola del torneo: terrei d’occhio quel numero 15 (Petrone, classe 1992).
La parte negativa della gara si può trovare nella precipitazione sotto porta, con un pizzico di calma in più, oggi almeno altre due reti  erano alla portata dei rossoblu.

Chiudo con una domanda: perché Pazzi gioca in serie D? Anche se con la Samb.

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