MONTEPRANDONE – A Monteprandone aumentano i costi dei servizi scolastici: se nella materna il rincaro della mensa è stato meno sensibile (da 2,50 euro ai 3 euro), alle elementari e medie è stato più consistente: si è passati da 2,50 euro a 3,50 a pasto. Significativo il rialzo nel trasporto scolastico: se l’anno scorso il pulmino costava 52 euro, ora ne costerà 75. Una questione dovuta ai tagli imposti al settore pubblico, secondo il vice sindaco e assessore al Bilancio Romano Speca, che spiega: “L’attuale situazione finanziaria degli enti locali e gli obblighi di legge di adeguare le entrate ai costi ci hanno imposto un ritocco delle tariffe a nostro giudizio estremamente contenuto e soprattutto inferiore a quello di molti comuni limitrofi”.

Il 20 settembre, nel corso di un incontro pubblico, l’amministrazione ha incontrato i genitori: all’inizio scettici, molti hanno effettivamente compreso poi le ragioni che hanno condotto al rincaro. Qualcuno, ovviamente, storce ancora il naso. RivieraOggi.it ha quindi deciso di ascoltare direttamente cosa ne pensano i genitori. Pur se il nostro campione è giocoforza limitato, sembra che i loro pareri si dividano: alcuni dimostrano di aver compreso e accettato le ragioni spiegate dall’amministrazione nel corso della riunione pubblica, altri appaiono più scettici e meno contenti di questa ulteriore spesa che si somma a quelle dei testi scolastici e delle altre dovute alla scuola. Vediamo cosa ci hanno raccontato all’uscita delle scuole primaria e media.

Deborah G., madre di due figli, uno in quarta elementare e l’altra in seconda media, sostiene le parole del vicesindaco Speca, augurandosi che i servizi siano sempre più di qualità ed in linea con i costi degli altri comuni piceni, pur ammettendo che 23 euro di aumento per i pulmino non sono pochi. Anche Giusi A., mamma di una bimba al quinto anno elementare, è d’accordo con il ritocco sui costi: “Non ci sono alternative e poi ci hanno ben spiegato le motivazioni. Parlo solo per la mensa perché mia figlia non torna col pulmino”.

“Visto che alcuni Comuni della Vallata pagano 5 euro per il buono pasto all’asilo, noi non possiamo che ritenerci fortunati – afferma Barbara T., madre di un bimbo, che aggiunge – ma i 23 euro per il pulmino non sono pochi, specie per chi ha più di un figlio!”.

Meno indulgenti sono apparsi invece i punti di vista delle mamme degli allievi di scuola media. “Questo rincaro si somma alle tante spese che ogni genitore deve affrontare per la scuola. Quest’anno ho dovuto spendere 300 euro solo per i libri scolastici e per fortuna di parla di scuola pubblica!”, è l’amaro commento di Daniela Fassini, che aggiunge: “Capisco che gli aumenti dei servizi dipendono dai tagli ai Comuni ma per le famiglie è diventato insostenibile”.
Anche per Daniela Raio, madre di due bambini di 6 anni e 11 anni, le spese sono diventate troppo onerose, così ha deciso di accompagnare lei di persona i figli a scuola. Analogo discorso per Sonia Piergallini: “Io ho rinunciato al pulmino per i rincari: quest’anno è diventato troppo costoso”.

All’uscita della scuola Allegretti era presente anche il sindaco , che ha cercato di spiegare le motivazioni del rincaro, annunciando che dal gennaio 2011 ci saranno degli sgravi per ridurre i costi sia delle mense che dei trasporti, già dal secondo figlio. Queste agevolazioni, quindi, non andranno in base al reddito ma in base al numero di figli. Stefano Stracci ha voluto precisare l’importanza del dialogo con la popolazione: ”Spiegare le motivazioni di un rincaro direttamente alla gente è la cosa più giusta”.

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