ospedaleASCOLI PICENO – L’addio alla Asur 13 del dottor Rinaldi non è ancora stato digerito. Un fulmine a ciel sereno che ha scombussolato i piani della Regione e dell’assessore Mezzolani, cha aveva mandato Rinaldi ad Ascoli con la speranza che per lui si ripetesse l’esperienza positiva avuta al San Salvatore di Pesaro.

La Sanità ascolana rischia ora ulteriori screditamenti, con il colpo di scena di Rinaldi che va ad aggiungersi alla lunga lista di cambi di direttori che si sono succeduti negli utlimi anni, alcuni in veste di commissari. L’ultimo in ordine cronologico è stato quello del dottor Del Moro, la cui conferma era stata chiesta a gran voce dai sindaci del territorio ascolano durante la conferenza dei sindaci. La voce dei primi cittadini del piceno, però,  è rimasta però inascoltata  a Palazzo Raffello, dove si scelse, una volta insediata la nuova Giunta, di nominare l’ex direttore dell’azienda Ospedaliera di Pesaro Gabriele Rinaldi.

Una scelta impopolare, ma che poteva essere condivisa  dal momento che Rinaldi avrebbe potuto portare l’esperienza positiva avuta al San Salvatore in vista della nascita della nuova azienda ospedaliera di Ascoli e San Benedetto. Ma per lui è arrivata la chiamata della… Juve, come hanno riconosciuto anche i medici nel corso dell’assemblea che si è svolta mercoledì mattina all’ospedale Mazzoni di Ascoli. Proprio per questo motivo, dunque, da parte loro, nulla contro Rinaldi, ma molti dubbi sul futuro dell’Ospedale di Ascoli. Si farà o meno l’azienda unica? Ci sarà la fusione con San Benedetto, e, se si, in quali termini?

Insomma il corpo dei medici e degli infermieri chiede chiarezza di obiettivi e stabilità. Intanto il sindaco di Ascoli Castelli ribadisce il proprio punto di vista affermando che per il nuovo direttore la nomina non basta: «E’ necessario, infatti, che la nomina sia accompagnata da un mandato preciso della Regione Marche circa le cose da fare e le risorse (finanziarie e umane) per farle. Il grido di dolore che si è alzato da parte dei medici, non può rimanere inascoltato». Abbiamo bisogno di un direttore autorevole e capace di resistere alle volubilità anconetane. Per fare questo non è sufficiente il solo nome. Ci vuole anche un piano, munito di soldi e di obiettivi».

Intanto per la nomina del nuovo direttore si fanno i nomi di Morosini, Marabini e, ovviamente, di Del Moro.

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