Da Riviera Oggi n.839, in edicola.

«Abbiamo ricevuto tre denunce, nessuna di più». I Carabinieri di Acquaviva smontano in poche parole quello che nel paese della Fortezza è diventato il caso di cronaca dell’estate.  “Solo” due furti dunque – più uno svanito in extremis grazie all’intervento sonoro dell’allarme – nella Conca degli Ulivi, tranquillo complesso residenziale immerso nel verde divenuto paradossalmente nelle ultime settimane un vero e proprio teatro della paura. «Tutta colpa di qualche articolo di giornale non veritiero», confidano ancora le Forze dell’Ordine senza nascondere l’irritazione.

Fatto sta che tra i cittadini si percepisce la tensione, a tal punto che chi decide di parlare lo fa solo sotto garanzia dell’anonimato: «La zona è stata sempre tranquilla – spiega un abitante del quartiere – mentre nell’ultimo periodo qualcosa è cambiato. Il timore non è tanto legato ai beni rubati, ma al rischio di trovarsi degli sconosciuti per casa». Angoscia espressa da una madre di due figli piccoli, che ora fatica a dormire di notte: «Sono sempre all’erta, anche perchè mio marito per lavoro spesse volte rientra tardi».

Dice invece nome e cognome Mara Costantini, che con i ladri ha avuto un incontro ravvicinatissimo il 6 settembre scorso: «Era passata l’una. Era buio, ho visto in corridoio due ragazzi ed in un primo momento credevo fosse mio figlio con un suo amico. L’ho chiamato, ma quando mio figlio è uscito dalla sua camera ho capito che erano dei ladri». All’apparenza dei professionisti, eleganti nelle movenze e nei modi di fare: «Non hanno rotto nulla, sono entrati dalla finestra bucando il vetro».

Impossibile per adesso effettuare un ritratto dei malfattori, nonostante la signora Costantini abbia segnalato a più riprese un particolare interessante, se non fondamentale: «Hanno preso soldi, gioielli, ma non le perle. Ciò mi fa pensare che siano zingari, visto che nella loro cultura le perle sono portatrici di lacrime».

Come detto, il timore di una psicosi è stato tuttavia ridimensionato dall’Arma, chiamata in causa e spronata dai residenti ad eseguire maggiori pattugliamenti: «La Conca era pattugliata, ma va detto che siamo in pochi e le aree da visionare sono molteplici. Dopo la denuncia sui quotidiani siamo stati chiamati a dare spiegazioni, ma la realtà è che in quanto a cifre siamo assolutamente nella media». Media simile o addirittura inferiore ai dati di fine maggio, quando un’altra scia di furti interessò il comune piceno. Tra le vittime dell’epoca pure il consigliere comunale e padre di Sponsalia Nello Gaetani: «Un colpo anomalo: avrebbero potuto rubarmi di tutto dagli accessori dello studio, ai pc, passando per le chiavi dell’auto parcheggiata all’esterno. Al contrario hanno portato via solo soldi, “appena” 500 euro e questo mi fa pensare che fossero dei drogati alla ricerca unica del contante».

Avvenimenti che hanno mutato completamente la percezione di sicurezza in paese e che spingono gli acquavivani a lanciare un monito all’amministrazione: «Il sindaco si senta con le Forze dell’Ordine e faccia intensificare i controlli».

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